Berlinguer a Mantova – 1983

Oggi le tecnologie offrono straordinarie possibilità tra loro alternative. E se non si sarà capaci di scegliere tra le diverse tecnologie quelle che consentono di rispettare la natura come un valore da salvaguardare con ogni sforzo, saranno alla fine negativi anche i conti economici .
L’ambiente è anch’esso una risorsa e la sua dissipazione è alla fine un danno anche economico.
È dunque del tutto assurdo dire che vi sono cause oggettive alle offese vergognose che si sono fatte e si fanno al patrimonio ambientale del nostro paese. in questo fatto non c’è nulla di oggettivo.
Esso è invece la conseguenza di orientamenti ideali , di modelli economici e di politiche concrete che erano sbagliate anche ieri , ma che oggi sono diventate intollerabili .
Ed è da queste intollerabili politiche che viene anche l’incapacità di intendere che in Italia la più grande risorsa nazionale, il patrimonio di gran lunga maggiore, la più inestimabile ricchezza è costituita insieme con l’ambiente dai beni culturali ereditati .
Deve essere messa sotto accusa la politica generale, ma anche l’ignoranza e la incultura che l’hanno generata.
Niente può giustificare l’incuria o peggio l’abbandono alla speculazione, al saccheggio ai furti sistematici del più straordinario patrimoni o culturale che esista nel mondo ereditato dalle grandi civiltà che, fatto pressoché unico, si sono succedute in Italia.
Vi sono paesi che conobbero antiche civiltà, poi spezzate da profonde cesure e che crollarono, i cui resti si trovano ancor oggi sepolti dalla sabbia o nelle foreste.
Vi sono paesi che agli albori della civiltà moderna erano ancora sedi di popolazioni nomadi .
altri paesi hanno avuto civiltà limitate alle città capitali o comunque molto centralizzate.
Tutt’altr a cosa è l’Italia e, per misurarlo , voi mantovani , basta pensiate a Sabbioneta, a S. Benedetto Po, a Castiglione delle Stiviere, dove la nostra festa si è articolata.
O basta che pensiate a questa nostra città dove nei cento passi , dall’albergo che mi ha ospitato alla tribuna dalla quale sto parlando, si susseguono la Rotonda di S. Lorenzo, costruita nell’alto medioevo sulle fondamenta di un tempio romano, il Palazzo della Ragione del libero comune e altri monumenti e poi , attraversato l’arco, c’è questa piazza incomparabile dove il Rinascimento fonda e sovrasta le epoche.
A Mantova, i compagni mi dicono, andiamo o torniamo a vedere gli affreschi del Mantegna, passiamo a visitare le opere di Giulio Romano o di Leon Battista Alberti , facciamo un salto al teatro dove Claudio Monteverdi presentò le sue più alte composizioni .
E come Mantova, quante altre città.
Voglio dire che praticamente dovunque, in Italia, viviamo immersi in una ricchezza di testimonianze di epoche diverse, di civiltà che si sono succedute senza uguali , rispetto a tutti gli altri paesi dell’Europa. Questa ricchezza di beni esige tutela e valorizzazione già per il fatto che essa appartiene propriamente non solo a noi italiani , ma a tutta l’umanità.
L’Italia ha verso gli uomini tutti , anche verso quelli che verranno dopo di noi , la responsabilità di salvare e conservare documenti di civiltà che sono indispensabil i a fare non appiattit e ma alte, fornite di memoria storica, dotate di molti modelli ideali le civiltà degli uomini di oggi e di domani .
Certamente le Regioni e gli enti local i più sensibil i possono curare e curano questa ricchezza di valori e di testimonianze, come il Comune di questo capoluogo e altri della vostra provincia, ai quali io esprimo il nostro apprezzamento; o personalità particolarmente attente, come la vostra sovraintendente, alla quale credo vada il ringraziamento di tutta la cittadinanza.
Ma per quanto siano efficaci gli sforzi e le iniziative loro, essi non possono bastare quando manca il complessivo impegno dello Stato. Assurda appare la destinazione nel bilancio statale di somme tanto esigue ai beni culturali , lo 0,25% del totale: la cifra si commenta da sola.

Autore: admin

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