Berlinguer a Mantova – 1983

E qual è, oggi , la situazione politica generale? Essa è segnata anzitutto da un risultato delle elezioni politiche che ha espresso chiaramente la volontà del paese di porre fine all’ultra trentennale predominio della democrazia cristiana e di chiudere la strada ad una politica di destra, alla Tatcher o alla Reagan; questa politica in Italia non è praticabile.
Ma anche un’altra cosa hanno detto le elezioni del 26 giugno.
Hanno confermato anche ai più cocciuti e faziosi che la forza del partito comunista italiano è una forza indistruttibile e quindi che un effettivo rinnovamento, un ricambio vero di classe dirigente e di guida politica o si fa insieme al partito comunista o sono chiacchiere, chimere, e tali rimarranno sempre.
È da 35 anni che provano a ricacciarci indietro, a ridurci a quantità trascurabile, a riequilibrarc i come si è detto negli ultimi anni e durante la campagna elettorale ci hanno riprovato, ma anche questa volta hanno fallito.
Si sono poi affannati a dimostrare che noi perseguivamo un obiettivo utopistico, che saremmo stati degli illusi perché dicevamo che bisognava colpire duramente il sistema di potere democristiano e che questo era possibile.
I signor i sono stati serviti : aperte le urne si è trovato un partito comunista con una forza del 30% sostanzialmente intatta, il più forte partito comunista dell’occidente capitalistico con una consistenza elettorale e politica che è a un soffio dalla D.C. che si credeva stabile e irraggiungibile attorno a cifre attorno al 38-40%.
Un P.C.I. che si conferma primo partito della classe operaia, in quasi tutti i grandi centri industriali del nord, a Roma, a Napoli .
Un partito attorno al quale si raccolgono le forze più vive della cultura e vasti altri strati della società; che recupera ampiamente nel Mezzogiorno dove nelle elezioni amministrative successive al ’79 si erano verificate altre flessioni.
Che cosa significa questo? Significa che il nostro partito ha superato con successo le difficil i e logorant i prove cui è stato sottoposto dal ’79 ad oggi da vicende interne ed internazional i assai tormen-
tate e rischiose e da insidie degli altri partiti dirette a schiantarne la fibra, a diminuirne lo spirito di lotta e di iniziativa, a indebolirlo, a metterlo nell’angolo.
tutto ciò veniva fatto sulla base di un’analisi che è stata prima del Partito Socialista di Craxi e poi dalla D.C. di De Mita , secondo la quale noi saremmo stat i un partito antiquato, superato e non più
capace di adeguarsi alla società italiana di oggi e non in grado di far front e ai contraccolpi delle traversie del movimento comunista nel mondo.
tutti quest i tentativ i sono falliti . Chi si deve leccare le ferite non siamo noi , chi fa i cont i con le proprie ambizioni fallite non siamo noi .
Noi , al contrario, possiamo dire che con tutt e le nostre insufficienze, abbiamo dimostrato di essere un partito vitale, ricco di sempre nuove energie, aperto al nuovo, un partito che sa quel che deve fare per mantenersi aperto l’avvenire.
Questo risultat o lo abbiamo raggiunto via via, sempre combattendo a viso aperto insieme con i lavoratori e con le forze di progresso, combattendo anche aspramente, quando è stato necessario, ma i arroccandoci , ma i rinunciando all’iniziativa conquistatrice di nuovi consensi e di nuovi alleati .
infatti anche negl i ultimi anni il partito è stato in prima fila nella difesa dei lavoratori dagli attacchi del grande padronato e nella difesa dello Stato, contro il terrorismo, contro la corruzione, contro gli inquinament i della P2, delle mafie, delle camorre; ma al tempo stesso il partito comunista ha saputo sviluppare e arricchire il suo patrimonio politico e teorico in var i campi , giungendo a una visione più aperta e comprensiva del mondo e della società italiana di oggi , chiedendo, ai compagni e alle compagne, a ciascuno di noi di capire, di studiare, di esprimersi sempre più liberamente all’interno del partito , di fare cose nuove in mod i nuovi , di esplorare nuovi sentier i della cultura e nuovi terreni dell’azione pratica, non dimenticando ma i però di combattere, perché senza lotta non si va avanti noi e non si battono gli avversari .

Autore: admin

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