Chi siamo

Il Partito comunista e la sinistra nella storia del Mantovano

Nostalgia o memoria?
La nostalgia è un bel sentimento, rispettabile ma non di questo si tratta. Ecco, l’esigenza di far vivere la memoria è ciò che ci ha spinto a realizzare questo sito fatto di volti, manifestazioni, parole d’ordine: un movimento di popolo che ha attraversato la provincia di Mantova. Una bella storia, che merita di essere conosciuta per le passioni che l’hanno fatta vivere, per le speranze che essa ha suscitato, per le illusioni che ha generato.

Ci riferiamo innanzitutto alla storia del Partito comunista e della sinistra mantovana, dei partiti che ne hanno costituito l’ossatura, dei movimenti che, nelle varie fasi, l’hanno resa più ricca e plurale. Storia di lotte e di idee che hanno prodotto cultura. Una storia ricostruita non tanto sulla scorta di testi scritti, quanto attraverso le immagini, i gesti, i rituali, le feste che sono state per molti anni, elemento della identità collettiva.

Scorreranno i volti di persone note e meno note, un corteo solleciterà i ricordi, stimolerà nuove ricerche.

Protagonisti di questo sito saranno i braccianti e le mondine che costituirono il nerbo delle lotte degli anni cinquanta, la giovane classe operaia degli anni sessanta, gli studenti del ’68, le donne portatrici di una nuova soggettività. Chi vorrà visitare questo spazio riconoscerà le piazze, le vie, le fabbriche, le case del popolo, le sezioni dei partiti, le sedi dei gruppi dove persone in carne ed ossa hanno passato tanta parte della loro vita. Una vita spesso dura, ma vissuta intensamente.

Non abbiamo la pretesa di ricostruire una storia, non è il nostro mestiere. Tuttavia, chi si dovesse proporre di ricostruire la storia di una grande movimento popolare non potrà fare a meno di prestare attenzione a queste istantanee. La fotografia ha rappresentato, fin dalla nascita, uno strumento formidabile ed innovativo di comunicazione. É essa stessa propriamente “storia”, nel senso che descrive e documenta la realtà.

Torniamo alla memoria, una forza vitale perchè la memoria di un popolo, nelle luci e nelle ombre, è un patrimonio che ne orienta il destino, e, nella misura in cui esso non dimentica gli scacchi subiti e gli errori commessi, gli permette di apprendere dall’esperienza e di vedere realizzate le promesse che il passato ha lasciato inadempiute.
L’auspicio è che altri siano sollecitati a ricordare, a rovistare nei cassetti alla ricerca di fotografie e di documenti dimenticati.
É tempo che vengano alla luce.