CIRCOLO OTTOBRE

Il Circolo Ottobre – 1972-1980 –  ha percorso i diversi campi della ricerca e delle espressioni culturali e della comunicazione.
Il Circolo ha avuto un’impostazione di laboratorio e fra le altre iniziative ha dato vita alla sperimentazione di una originale ricerca grafica con la produzione di manifesti e di opere grafiche ideate e firmate da artisti di prestigio nazionale.
In particolare si ricorda in proposito la realizzazione di una cartella di serigrafie dedicata alla raccolta fondi per la lotta del popolo cileno contro la dittatura del generale Pinochet.

da G.Raspanti

Il Circolo Ottobre di Mantova visse nove anni. Fu fondato, qui ed in tutta Italia, nel 1972 come emanazione di Lotta Continua, movimento della sinistra extraparlamentare molto in auge allora. Fin dai primissimi tempi, tuttavia, l’esperienza mantovana si discostò, fino ad entrarne quasi in conflitto, con l’ente promotore. Essa, infatti, fu caratterizzata, rispetto al progetto originario, da due anomalie fondamentali, due strappi propulsivi che sono certamente alla base di quella stagione culturale di straordinaria intensità che furono gli anni settanta mantovani. La prima anomalia, voluta dal Presidente Cesare Cancellieri fu l’ingresso nel Direttivo locale del Circolo, cosa assolutamente impossibile e impensabile altrove, di figure, di intellettuali non iscritti a L.C.; la, seconda, diretta conseguenza della prima, fu che, invece di promuovere l’appartenenza e la militanza politica e culturale, il Circolo Ottobre di Mantova promuovesse il senso del dubbio, il sapore della critica, il gusto della ricerca, lo stimolo al dibattito, l’avventura dell’approfondimento. Fu per questo motivo che, quando Adriano Sofri, segretario di Lotta Continua, decretò nel ’76 lo scioglimento dei circoli, quello mantovano continuò ad esistere avviandosi, tra l’altro, verso la sua fase più luminosa. La cronistoria nuda e cruda degli eventi culturali promossi dall’Ottobre dimostra in maniera evidente  come il propellente, il motore di ricerca che ne animava il Direttivo, organismo tutt’altro che assemblearistico, orientasse le scelte, le proposte verso linguaggi considerati allora ostici, al limite della proponibilità. Ma il successo di quelle stesse iniziative dimostra altresì quanto quelle scelte, il rifiuto della fuga dall’ostico, fossero giuste.

Il gruppo operativo era composto, oltre che da Cesare Cancellieri, da Gino Baratta, Alberto Bernardelli, Giovanna Bernardelli, Roberto Lorenzoni, Nando Obici, Giuseppe Raspanti e Frediano Sessi. Esso organizzò cicli di conferenze, proiezioni di film, concerti, spettacoli teatrali, dibattiti e mostre d’arte. A molte di queste iniziative, essendo il Circolo un’associazione privata, avevano accesso esclusivamente i soci il cui numero arrivò a superare il migliaio e che ricevevano regolarmente il “Bollettino” organo informativo stampato in proprio. Nel 1980, visti i costi di gestione divenuti insopportabili, il gruppo decise di sciogliersi. Nove anni visse il Circolo Ottobre di Manto

 

 da Alberto Bernardelli :

Gli anni70,tempi audaci,generosi con quel tanto di ingenuità e forse di velleitarismo di cui eravamo imbevuti.

Se devo ricordare gli odori dell’epoca ricordo quello del ciclostile che andava giorno e notte,quello pungente della bombolettadi spray che i più fegatosi usavano di notte e imbattibile su tutti quello leggermente inebriante che emanava dallo studio di fortuna del Circolo Ottobre.
Si trattava di un solvente che serviva a togliere le incrostazioni di colore al banco della serigrafia , forma di stampaseriale molto adatta per realizzare manifesti o locandine estemporanee che accompagnavano le attività culturali della sinistra rivoluzionaria mantovana.

L’artefice massimo e la vera autorità del settore era Cesare Cancellieri coadiuvato nella fase progettuale da Carlo Poltronieri, da cui la sigla C.C.C.P. di sovietica memoria.
Quando c’era da stampare qualcosa Cesare cercava almeno un aiutante preferibilmente di sesso femminile, occorreva pazienza, grazia nel depositare il foglio col colore fresco nello stenditore, non doveva toccare altri fogli e attendere di seccarsiper dare luogo sullo stesso ad un successivo passaggio di altro colore.
Nel frattempo si bagolava nella fucina delle meraviglie e Cesare teneva banco con la sua acuta ironia e la sua tollerante e curiosa umanità.
Si tornava a casa con gli abiti intrisi di questo odore da carrozzieri per il piacere delle nostre mamme per chi era ancora in famiglia.
Tempi di impegno, talvolta di paura,ma anche di allegria e fraternità diffusa.

 

 

 

Autore: Rosso di Sera Mantova

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