Giancarlo Pajetta: ” il ragazzo rosso” a Mantova

 

Arriva per la prima volta a Mantova il 18 maggio del 1946 in occasione del referendum per la monarchia o la repubblica e per l’elezione dei deputati alla Assemblea Costituente.

Tiene tre comizi nel basso mantovano: Suzzara, Pegognaga, Quistello.

Negli anni cinquanta è eletto come deputato  nelle circoscrizioni Milano,Mantova, Brescia e opta per Mantova. Sono due legislature: dal 1958 al 1963 e dal 1963 al 1968.Da quel momento Pajetta viene “adottato” dai mantovani.

 

Da quel momento a Mantova per il popolo che lo sostiene, Paietta non è solo torinese o romano,ma anche mantovano.

I suoi comizi sono citati nelle conversazioni: le sue battute o le riflessioni più efficaci sono ricordate nelle piazze fra la gente.

“Il ragazzo rosso” incantava, entusiasmava con l’eloquio  nei comizi,  in Parlamento dove le Sue battaglie sono sempre state  fra le più efficaci.

Voglio ricordare un episodio che dimostra tutto l’affetto che legava  Paietta al popolo comunista e il rispetto che otteneva dalla popolazione tutta.

Eravamo nel 1978: Paietta  conclude il festival nazionale dell’Unità che apriva la stagione delle feste in tutto il paese. Per Mantova un grande avvenimento e il Festival è stato un grande successo.

Il comizio conclusivo cade proprio il giorno dopo l’elezione di Sandro Pertini a Presidente della Repubblica. Un fatto straordinario: un socialista, un partigiano, Presidente della Repubblica. Anch’egli un deputato legato fortemente alla terra mantovana.

I giorni che hanno preceduto questa elezione sono stati molto impegnativi e Paietta è stato fra i protagonisti di questo evento.

Paietta arriva in treno da Roma accompagnato da Renato Sandri.

Renato prima di partire  ci comunica che Paietta  è molto stanco e al suo arrivo  è consigliabile l’assistenza di un medico.

Immediatamente avvisiamo il compagno dot. Claudio Avanzi ( indimenticato capogruppo per il PCI al comune di Mantova ) perchè con lui e la scorta andiamo ad incontrare Paietta al treno a Monselice.

Quando arriva il treno mancano circa un’ora al comizio e  vediamo scendere Paietta accompagnato e sorretto da Renato, la preoccupazione per la sua salute diventa per tutti noi il problema principale.

Saliamo in macchina io e Avanzi con Renato e Paietta.

Il medico tiene sotto controllo lo stato di salute del nostro oratore che è molto pallido e a tratti reclina la testa all’indietro sul sedile per cercare di riposare.

Claudio gli prova la pressione, è un po’ bassa ma non pericolosa, il polso è lento ma normale.

Intanto arriviamo in vista della città, cerco di capire, parlando con  Paietta, se si sente di fare il comizio. Vedo che è titubante e quindi decido io:si va in albergo, non voglio rischiare la salute del nostro compagno. Al comizio parleremo io e il compagno Sandri.

Nel frattempo arriviamo in città, entriamo da porta Mulina , piazza DARCO e poi andare all’Hotel Mantegna.

A quel punto incominciamo a vedere i gruppi di compagni che con le bandiere stanno dirigendosi verso p.za Erbe luogo del comizio. Rallentiamo e Paietta mi chiede come prevedo la partecipazione al comizio, rispondo buona senza sbilanciarmi.

Proseguiamo lentamente verso via  Verdi e la gente  sui  marciapiedi diventano due colonne compatte che avanzano  con una grande allegria.

Paietta si rialza dal sedile e chiede di andare a veder la piazza prima di andare in albergo.

In un attimo siamo in p.za S.Andrea e dinnanzi a noi vi è letteralmente un muro di folla festante .

Paietta si rialza del tutto, sembra un altro uomo, vuole scendere, noi siamo increduli ma eseguiamo.

Veneri il capo scorta, si precipita dalla seconda macchina ad aprire la portiera e cerca di sostenerlo, Lui lo allontana  e con decisione si avvia verso la gente.

I compagni si accorgono che Paietta è arrivato, lo fanno passare : tutti voglio avvicinarlo, dargli un saluto, applaudirlo. Riusciamo a muoverci lentamente fra le migliaia di persone che gremiscono la piazza.

Arrivati sul palco, apro il comizio visibilmente emozionato – non mi era mai capitato di parlare davanti a tanta gente – saluto tutti.  A nome dei mantovani saluto Pertini nuovo Presidente della Repubblica e mentre  proseguo il mio discorso, avverto che Paietta mi si è affiancato e mi pare in apprensione.

Capisco che vuole parlare prima che le forze, straordinariamente ritrovate, se ne vadano via, allora con una velocissima chiusura – poche frasi di ringraziamento alle compagne e compagni che hanno lavorato sulla festa – termino e gli do la parola.

Come sua abitudine senza  appunti ci ha coinvolti per più di mezz’ora con la sua oratoria efficace e divertente.

La folla non smetteva di applaudire il comizio era terminato,

Giancarlo Paietta è salito in macchina e con un sospiro si è adagiato appagato sui sedili, di corsa in albergo.

L’affaticamento gli impedì di cenare assieme a noi. Ci siamo rivisti al mattino successivo quando rinfrancato lo abbiamo accompagnato ad un altro appuntamento in un’altra destinazione.

La festa era quasi finita, è stata un grande successo per  il PCI e per Mantova , il comizio era andato bene, Paietta stanco ma stava bene, adesso potevo andare a gironzolare nella mia città, fra gli stand della festa e fra i miei compagni.

Bruno Mori

Autore: Rosso di Sera Mantova

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