Giovani che andavano a Mosca a studiare: Giorgio Carpi

doc01791420130822154106_015Nella foto in evidenza Gianni Lui e Giorgio Carpi sulla destra davanti al teatro Bolshoi a Mosca .

Nella foto di gruppo Giorgio Carpi è al centro della foto ad un convegno sulle lotte delle donne braccianti degli anni 1950.

Ho conosciuto Giorgio Carpi alla fine degli anni ’40 quando iniziò a lavorare
come apprendista nell’officina meccanica di mio padre, all’epoca in vicolo
Chiavichette. Dopo alcuni anni passati come operaio, nel 1950 Carpi scelse
l’impegno politico nel Pci a tempo pieno e già nel 1951, a conclusione del
congresso provinciale, diventò segretario della Federazione Giovanile
Comunista.
La nostra amicizia si rafforzò in due estati passate ai Monti Pallidi (gruppo
Sella), dove nei primi anni ’50 la federazione mantovana del Pci aveva preso in
affitto un albergo nel quale far soggiornare a basso costo suoi iscritti e
famigliari.  Nel 1953 arrivò poi la mia iscrizione alla FGCI con Giorgio ancora
segretario provinciale.
Carpi lasciò quell’incarico nel 1956 per assumere la responsabilità della
Sezione Organizzazione del partito. Nel giugno dello stesso anno fu eletto
consigliere comunale a Mantova, in quel Pci che sostenne la giunta monocolore
socialista guidata dal sindaco Eugenio Dugoni.
Non concluse tuttavia il suo mandato, perchè nel giugno del 1958 si dimise per
andare a Mosca alla scuola di partito. Scuola che frequenterà sino al 1962 per
rientrare poi a Mantova e riprendere l’attività di funzionario di partito con
l’incarico di segretario cittadino del Pci.
In quegli anni la nostra vita era tornata ad incrociarsi. Nell’estate del 1960
andai anch’io a Mosca ad un corso annuale di formazione politica presso la
scuola del Komsomol (l’omologa russa della FGCI). Ricordo di avere passato con
Giorgio piacevolissime serate al famoso teatro Bolshoi, o al teatro del
Cremlino (già palazzo dei congressi del Pcus), o per cenare in uno dei tanti
ristoranti moscoviti collocati nei grandi alberghi della città.
Al ritorno da Mosca, Carpi non si fermerà molti anni a Mantova. Durante il suo
soggiorno-studio aveva conosciuto una insegnante russa. Se ne era evidentemente
innamorato, tant’è che decise di ritornare a Mosca, di sposarsi con Zina e di
lavorare nella capitale russa.
All’inizio trovò lavoro come cronista presso radio Mosca in lingua italiana,
poi come collaboratore di una rivista moscovita (Realtà Sovietica) e di alcune
imprese italiane presenti a Mosca con loro uffici. Molto importante fu anche il
suo lavoro di traduzione nella nostra lingua di opere di scittori e poeti
russi, come pure della traduzione in russo di scritti di autori italiani tra i
quali, è doveroso ricordarlo, il mantovano Giovanni Piubello.
In tutti gli anni trascorsi a Mosca Carpi è stato un punto di riferimento per
molti dirigenti del Pci che si recarono a Mosca in visite ufficiali. Con Renato
Sandri, negli anni ’80, incontrerà Alessandro Natta, Giancarlo Paietta e
Giorgio Napolitano, oggi Presidente della Repubblica.
Sono tantissimi anche gli amici mantovani che, recandosi a Mosca come turisti,
non persero l’occasione di incontrarlo e di passare con lui piacevoli serate.
Così come è capitato a me nei tanti viaggi fatti come operatore turistico.
Erano tutte occasioni per ricordare le nostre passate esperienze, per
aggiornarlo sulle vicende politiche mantovane ed anche per sollecitarlo a
venire a Mantova con sua moglie Zina, più frequentemente di quanto non avesse
fatto. Ciò è stato sempre meno possibile per il peggiorare delle sue condizioni
di salute che, purtroppo, nel giugno del 2010 hanno segnato la sua fine.
Ha ragione il comune amico Vladimiro Bertazzoni che, ricordandolo poco dopo la
sua scomparsa, ha detto che con la morte di Giorgio Carpi a Mosca se n’era
andato “un pezzo di Mantova”.  Ed io credo di poter aggiungere: anche un pezzo
significativo della storia del Pci mantovano.
Gianni Lui

Autore: Rosso di Sera Mantova

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