il PCI a Goito: la sezione

Breve Storia del Partito Comunista Italiano di Goito

Premessa

Quando penso e parlo di  quello che ha rappresentato l’esperienza del PCI a Goito la parola che uso più spesso è : umanità.
Una storia scritta e interpretata da migliaia di cuori e anime che hanno creduto e lottato tenacemente e sinceramente per un ideale che a partire dal luogo dove vivevano, mettesse al primo posto valori come giustizia,equità sociale, solidarietà, speranza, dignità, amicizia,amore.

Per testimoniare e spiegare  questo ideale nella sua parte più nobile , almeno dal mio punto di vista, ho scelto la lettera di commiato che la rivista mensile della Federazione comunista mantovana  “La Tribuna di Mantova” dedicò sul numero 10 del  Novembre 1978  alla figura del Segretario del Pci  goitese Aldo Dallabella scomparso pochi giorni prima.

Aldo

“E’ trascorso poco più di un mese dalla tragica scomparsa del compagno Aldo Dallabella, segretario della sezione comunista di Goito. Lo vogliamo ricordare , anche se mai come in queste tristi occasioni le parole paiono vane e inutili di fronte a ciò che è avvenuto.
Chi era il compagno Dallabella ?
In quale occasione è avvenuto l’incontro di questo nostro compagno che ci ha preaturamente lasciati con il partito?
Come egli ha vissuto, quale è stato il senso della sua milizia comunista?

Rispondere a questi interrogativi non è difficile , non fosse altro perchè militanti come il compagno Dallabella costituiscono l’ossatura del Partito.
La vita di questi compagni, le caratteristiche del loro essere militanti di un partito rivoluzionario, il senso del “fare”, dell’ essere sempre disponibili, sacrificando il proprio tempo libero e, in qualche occasione, anche gli affetti si intrecciano e sono tutt’uno con la vita del partito.
Il compagno Dallabella, come centinaia di altri compagni della sua generazione, ha incontrato il partito ancora giovanissimo negli anni duri e difficili delle lotte bracciantili. Da quelle esperienze di lotta e sacrifici  è uscito temprato , acquisendo come moltissimi altri militanti la coscienza che per costruire , rafforzare e far fare dei passi avanti al partito e al movimento di classe , v’è bisogno  non tanto del gesto, della fiammata, dell’ atto isolato, quanto di un lavoro paziente, tenace fatto di mille contatti personali, della fatica di fare anche l’ attività più umile e di ascoltare la gente, di coglierne gli umori , le incertezze , le aspirazioni.

Di questi nostri compagni certo i libri di storia non parlano ma ad essi il partito deve molto.”

 1978 festival dell'unita' Genova

 

I Luoghi storici del PCI di Goito

Fondamentali per la creazione dello  spirito identitario del Partito Comuista goitese sono stati i luoghi dove i valori fondanti del movimento hanno potuto radicarsi, crescere e germogliare.

Il racconto deve necessariamente tenere conto che quel paese di Goito che  hanno conosciuto i protagonisti di questa narrazione  non esiste più.
Si potrebbe dire, prendendo in prestito la canzone Il Ragazzo Della Via Gluck  di Adriano Celentano che  “Là dove c’era l’erba ora c’è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sarà? “.
Il paese e il suo territorio  infatti, pur avendo mantenuto una forte componente agricola e preservato piuttosto bene le sue bellezze naturali, ha subito alcuni cambiamenti radicali che hanno sicuramente influenzato i suoi abitanti.

Nel  dopoguerra e  fino ai primi anni sessanta, per esempio, pochissime  persone possedevano un automobile o una moto e gli spostamenti erano in gran parte attraverso la bicicletta o a piedi. Questo fatto a mio parere, insieme alle condizioni economiche , ha sicuramente  creato una compattezza molto forte  fra le persone.

Nei decenni successivi le aumentate possibilità di muoversi  attraverso mezzi privati hanno contribuito ad una dispersione maggiore .
Certamente gli anni ottanta con l’ affermarsi del rampantismo, dell’ individualismo sfrenato, e della corsa all’ arricchirsi con ogni mezzo  danno il colpo di grazia  a quel modo di vivere e pensare, creando un disagio esistenziale che colpisce a fondo  chi crede in un mondo diverso.
I larghi spazi verdi  e le praterie appena fuori dal centro storico  sono stati largamente edificati, in particolare a partire proprio da quella decade.
Goito nel 1951 conta 9750 abitanti.
Vent’ anni dopo saranno scesi di mille unità anche per l ‘ emigrazione che ha portato molte persone  lontano dalle campagne verso  grandi città industrializzate come Milano e Torino.

Autore: Rosso di Sera Mantova

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