il PCI a Goito: la sezione

Dagli anni novanta, ed in particolare dal duemila, la crescita demografica porta la cittadina in riva al Mincio ad oltrepassare abbondantemente i diecimila abitanti aumentando quindi le aree residenziali e commerciali.

Le zone storiche dove si tenevano le Feste de L’Unità quindi sono quasi tutte radicalmente cambiate dal punto di vista paesaggistico, e questo vale anche per le feste degli altri partiti politici o dell AVIS che generalmente si tenevano in uno spazio verde  che ora è stato rimpiazzato dal Palazzo dell”ASL. Negli anni novanta è stata costruita e decentrata ( anche  per motivi  di quiete pubblica ) un’ area feste in località Aquilone che ospita regolarmente feste ed eventi . Questo, oltre a portare indubbi vantaggi,tra i quali una struttura permanente disponibile per tutto l’anno, ha però “tolto” le radici a quelle feste popolari che  rendevano vivo e pulsante il  centro storico. Un altro cambiamento epocale riguarda la Strada Statale Goitese . Essa  ha visto aumentare  negli anni  in maniera esponenziale il suo traffico, portando Goito  ad una situazione drammatica per quanto riguarda l’ inquinamento, la mobilità, l’ambiente, gli spazi aggregativi e la qualità della vita.Si sente un gran bisogno di modificare questa deriva fatta di paura, solitudine, indifferenza.
La crisi della politica , partita molto tempo fa, ha lasciato  campo aperto a queste sensazioni.
Chiunque osservasse  le fotografie dell’ epoca  storica di cui parliamo, sarebbe assalito da un senso di vuoto. Il calore che trasmettono non può lasciare indifferenti, quelle immagini devono essere il punto di partenza per la rinascita morale della nostra nazione.

Il  Circolo Combattenti e Reduci

Uno di questi luoghi è il Circolo Combattenti e Reduci dove  soprattutto nel secondo  dopoguerra i rapporti tra i militanti si rinsaldano.

Il locale  nel gergo popolare era da sempre conosciuto come “La Cooperativa”.
Per conoscerne l’essenza bisogna  fare un balzo indietro nel tempo e partire dagli anni vicini al 1870. E’ allora infatti che nascono le cosiddette “Società di Mutuo Soccorso” , soprattutto tra gli operai e i contadini, che aiutano le famiglie degli aderenti ad avere sussidi economici, per esempio in caso di forzata assenza dal lavoro  per malattia. Questi tipi di società – a Goito ne nacque una nel 1873, a Cerlongo un’ altra nel 1892 – insieme ai moti contadini del 1882 e del  1885 conosciuti come “La Boje”( ovvero “bolle”, la misura è colma ) sono le fondamenta per la nascita del futuro movimento cooperativo.

Cos’è la cooperativa?
Una società a capitale variabile costituita associando quanti hanno un medesimo bisogno eliminando gli intermediari in modo da procurare beni e servizi a prezzi inferiori a quelli praticati dal mercato. Questo movimento politico – sociale è diretto a superare forme di sfruttamento del mercato che dipende da posizioni di monopolio, attraverso un’associazione per categorie economiche. In Italia la Lega Nazionale delle Cooperative nacque nel 1886.

E’ appunto in questo contesto che a Goito l’otto settembre 1909 nasce L’Anonima Cooperativa di Consumo L’Unione  con sede nell’antico  Circolo Combattenti e Reduci situato in Piazza Sordello n°4.
Non è possibile sapere con certezza quanti fossero gli aderenti, ma statisticamente nel mantovano le cooperative di consumo avevano tra i 100 e 200 iscritti. La cooperativa – divisa in due rami – si occupa della vendita di generi alimentari e di vino e bevande in genere;
come tutte le organizzazioni di questo tipo, all’inizio si regge sul volontariato, per poi introdurre la figura del banconiere che viene assunto mediante concorso e viene stipendiato. Nei primi anni ’20 le organizzazioni economiche socialiste subiscono vari tipi di aggressione da parte fascista.
Ne è prova la denuncia presentata congiuntamente dagli amministratori delle due cooperative goitesi ( la seconda, chiamata Società Unione Cooperative fondata nel Marzo 1919 ha posizioni vicine al Partito Popolare ) in merito all’obbligo di fusione per volere del fascio locale.
A questo proposito nel libro Storia della Cooperazione mantovana dall’Unità al Fascismo si dice: il 15 maggio 1921 il signor Pasini del Direttorio del Fascio incontratosi con il banconiere Negri Ezio e Notari ( Nodari ) Epaminonda, Vice Presidente della cooperativa di consumo, ne imponeva la chiusura, sia per lo spaccio di generi alimentari quanto per lo spaccio di vini e liquori. Il 19 maggio il signor Moschini Giuseppe dava ordine di riaprire l’esercizio permettendo solo la vendita dei generi alimentari, con smercio di bevande non alcoliche e il vino solo da asporto. Questo fino alla riunione imposta del 26 maggio quando i due Consigli di Amministrazione si riunirono;
il Direttorio del Fascio impose quindi la fusione delle due cooperative, con amministrazione scelta dallo stesso Direttorio; le assemblee generali dei soci dovevano prendere analoghe delibere pena la distruzione dell’esercizio.
Venne pertanto presentata denuncia. Nel documento si citava il danno subito dal locale da parte fascista per mezzo di squadristi provenienti probabilmente dalle zone del poggese e del modenese: lire 2000 per danni a mobili ed arredamento.Nello stesso periodo venne devastata anche la Cooperativa di Maglio.

Qui di seguito è elencato l’ultimo organigramma indipendente del Consiglio di Amministrazione della Società Anonima di Consumo L’Unione:

  • Dottor Bonafini Tullio
  • Notari ( Nodari ) Epaminonda
  • Martelli Giuseppe
  • Pezzali Alceo
  • Barini Giuseppe
  • Marani Luigi
  • Martelli Alessandro
  • Petrini Giacomo
  • Briani Francesco
  • Belfanti Emilio
  • Notari Giovanni

Negli anni immediatamente successivi, in coincidenza con l’avvento al potere del fascismo, viene creato il Segretario Economico che ha facoltà di controllo delle organizzazioni sindacali ed economiche della provincia, con a capo Giuseppe Moschini di Goito.
Il 6 aprile 1923 il segretario delibera la liquidazione del consorzio delle Cooperative di Consumo nonostante i bilanci siano in attivo.
“Non servono le cooperative ma bastano gli esercenti”, viene detto chiaramente da parte del nuovo potere.
Nei due decenni successivi il locale viene adibito a semplice bar, nonostante alcune foto d’epoca riportino l’insegna “Locanda”. Nel periodo attorno alla seconda guerra mondiale l’edificio è adibito a trattoria con la presenza nella parte anteriore di una pesa.
Nell’immediato dopoguerra e precisamente nella prima settimana di ottobre del 1945, vengono ripristinate le antiche condizioni; questo fino agli anni a cavallo tra la fine dei ’50 ed i primi ’60 quando, per problemi economici, la cooperativa si dissolve.
Al suo posto viene insediato un ufficio dell’ ENAL, ovvero  Ente Nazionale Assistenza Lavoratori , per breve tempo. In seguito intorno ai primi anni sessanta , il locale diviene sede del Circolo Combattenti e Reduci, e in seguito diviene anche Circolo Arci. Dopo un periodo di chiusura dovuto anche ad un incendio che danneggia i  piani superiori , verso la fine degli anni settanta la Cooperativa riapre.
Nelle gestioni che si succedono il locale diventa un punto di riferimento molto importante per le nuove generazioni che arrivano nel piazzale con le Dyane 2CV e le Vespe PX.
Nelle sale interne si possono trovarrancio combatt. 40e giornali, flipper , biliardino, juke box e biliardi.
Viene ripristinato l’antico appuntamento del Rancio del Combattente che si tiene la sera del quattro novembre.
Tra le varie attività e iniziative:
corsi di sommelier,tornei di briscola, tornei di biliardo, biciclettate per il primo maggio,mostre, presentazioni di libri, musica, gare delle torte.
In occasione del Burièl, il falò tradizionale del sei gennaio, i giovani della FGCI costruiscono un missile  che invoca la pace.
La presenza di molti giovani spinge il Circolo a formare una squadra, seguita da una tifoseria caldissima, che partecipa ai tornei  calcistici notturni.con il nome di CCR Stella Rossa.
Il gioco a carte del “cento “  diventa per gli spettatori un vero e proprio appuntamento da non perdere.
Figure locali  leggendarie si sfidano per ore  facendo sbudellare dalle risate il pubblico presente. El Marino, Specì, El Miglio, El Moro, Sai, Zazà, El Chinì, El Mut e altri si battono tra: “Faga el rèst” , “Setàntàsinq” “C’ho poco” “De Cooooh !” che per i profani sono termini incomprensibili ma solamente dal modo come vengono pronunciati (spesso aiutati dal lambrusco) strappano consensi tra i tifosi.
Meglio che andare al cinema.

Autore: Rosso di Sera Mantova

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