il PCI a Goito: la sezione

Negli anni ottanta/novanta  il numero dei soci  raggiunge i seicento.
Dopo la chiusura del negozio di alimentari del “Gigi”, viene ricavata una saletta utilizzata principalmente come spazio culturale. Il locale così rimane sino al 31 Dicembre 2010  quando dopo una storia ultracentenaria “La Cooperativa” chiude tristemente i battenti a causa del coinvolgimento del gestore in una vicenda di ‘ndrangheta con  successiva messa in vendita dell’ edificio da parte del proprietario.

La Sezione del PCI

Verso la fine degli anni cinquanta presso Via 24 Maggio n° 20  viene costruita la Sezione. Grazie al lavoro volontario dei militanti che si prestano nelle ore serali e nei fine settimana, viene costruita  una palazzina  a due piani che viene adibita  anche a sede della Camera del Lavoro sindacale. L’ inaugurazione viene tenuta a battesimo dall’Onorevole Giancarlo Pajetta.

Le lotte bracciantili della fine degli anni ’40 rese tristemente famose dagli interventi feroci del Reparto di Polizia Celere del Ministro Scelba ,arrivano anche a Goito dove l’arresto di “Cecco” Penna è la goccia che fa divampare la rivolta. Il sindacalista Angelo Giuseppe Vincenzi  a tale proposito scriverà una commedia satirica  sugli eventi. Rappresentata in un Teatro Comunale stipato all’inverosimile, vedeva tra gli interpreti Rino “Celuik” Dallabella che da Maresciallo si rivolgeva all’ “Estremista” Armando Ghiraldini con l’epiteto “Furfante! Ti schiaffo dentro! “ che faceva tremare dalle risate -tra le quali si distinguevano quelle del vero Maresciallo -le mura dell’ antico monastero .

La riorganizzazione della Sezione porta anche alla creazione di eventi e manifestazioni varie. In particolare sono sentitissime le ricorrenze della Festa della Liberazione il 25 Aprile  e della Festa del Lavoro il Primo Maggio che vedono fin dal dopoguerra imponenti cortei convergenti dalle frazioni verso il centro di Goito. Memorabile in questo senso  una straordinaria  manifestazione notturna del marzo  1965 contro l’orribile guerra in Vietnam. Una fiaccolata  storica che infiammò il centro di Goito. Partito Comunista , Circolo Giovanile 7 Luglio 1960 e centinaia di cittadini sfilarono per la centrale Via 26 Aprile fino a confluire in Piazza Gramsci.
Era qui che  da sempre gli eventi della sinistra goitese trovavano la propria casa. Le torride elezioni  del 1948 con episodi alla  Peppone contro Don Camillo, le proteste contro la “Legge Truffa “ del 1953  o  i comizi per le elezioni amministrative la riempivano all’inverosimile .
Nonostante nelle elezioni nazionali del 18 Aprile 1948 la lista del Fronte Popolare fosse stata superata di pochissimo dalla DC- 2452  voti contro 2475 , dal dopoguerra fino ai primi anni sessanta l’orientamento politico del paese era spostato a sinistra.
Oltre a sindaci di provenienza socialista, Goito fu uno tra i primi paesi italiani ad eleggere  una donna comunista come Sindaco. Sulle orme di Ada Bartoli  e Elisa Dattilo la coraggiosa Gina Magnoni   guidò l’Amministrazione Comunale per circa un anno combattendo tra mille pregiudizi provenienti anche dalla sua stessa parte. Gina Magnoni è stata anche Segretaria del Circolo locale dell’UDI – Unione Donne in Italia-
Nel dicembre 1949  si tenne il primo congresso provinciale a Goito. Parteciparono duecento donne . Tra le iniziative , la proiezione del film “Piccola Mamma” di Maurice Gleize a cui assistettero quattrocento bambini che in seguito si deliziarono con decine di torte e biscotti.
Le vedove portarono mazzi di fiori al Monumento dei Caduti. Si era nel pieno delle lotte bracciantili e il convegno raccolse circa quattordicimila lire da donare in parte ai lavoratori detenuti.
Un ‘iniziativa simile fu intrapresa dalla famiglia del bimbo Remo Scappi che si ingegnò invitando gli amici ad una festicciola di solidarietà raccogliendo millecentosessantaquattro lire.

Dal 1951 al 1960 il Sindaco del paese  fu invece il compagno Narciso Vaccari .Alle elezioni comunali del 27-28 maggio 1956 fu riconfermato. La lista comunista con i democratici raggiunse 3023 voti contro i 2659 della lista democristiana con indipendenti. Memorabili i duelli oratori nei comizi conclusivi tra Narciso Vaccari e il Senatore Zenti rappresentante della DC.
Nei primi anni sessanta questa egemonia di sinistra fu interrotta dall’ avanzamento locale della Democrazia Cristiana. In occasione dei funerali civili e non , la sezione era anche un punto di passaggio prima che la salma del compagno defunto venisse trasportata al cimitero solitamente a piedi , salutata con pugni chiusi al passaggio  davanti al Condominio Fontanelle detto “Il Cremlino”.
Spesso una piccola banda suonava canzoni che rimandavano all’ ideale comunista.
Negli anni settanta invece chi voleva festeggiare il compleanno alla radio  mandava un messaggio  a Radio Capodistria .
Dopo gli auguri di rito dello speaker venivano suonate le richieste che  quasi sempre   erano Bandiera rossa e L’Internazionale.
A casa nostra mio nonno alzava sempre il volume al massimo. Durante la campagna elettorale si fece strada l’utilizzo delle macchine con gli altoparlanti  che battevano a tappeto il territorio comunale facendo conoscere gli eventi che venivano organizzati nelle varie sedi.
In una di queste escursioni, l’ equipaggio si era spinto fino al “territorio nemico ” di Solarolo. Era qui che spesso venivano decise le elezioni in favore della DC. La Skoda granata si insinuò furtiva, caricata con tutto il materiale propagandistico.
Gli occupanti – un paio dei quali indossavano il temuto colbacco – scesero ed entrarono al bar del paese dove improvvisarono un angolo propagandistico alla presenza di alcune persone. A un  certo punto alzarono gli occhi e videro che i presenti se ne stavano andando alla chetichella.
Come mai ? Si chiesero.
La sorpresa iniziale svanì quando essi videro sulla porta la figura austera del parroco del paese che ascoltava attentamente i discorsi del gruppetto. Alla fine del comizietto, dopo un brindisi e “Lo Spazzacamino”  cantato a squarciagola , le due parti si salutarono cordialmente e la Skoda ripartì facendo risuonare Bandiera Rossa per tutta  la frazione.

Autore: Rosso di Sera Mantova

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