il PCI a Goito: la sezione

La Festa de L’ Unità

Il principale momento di aggregazione dei militanti comunisti è stato per molti decenni il Festival de l’Unità.
Il nome deriva dal quotidiano nazionale del Pci. Essa era organizzata principalmente per il finanziamento dell’attività della sezione e per il sostentamento della federazione provinciale.
A Goito si tenevano un po’ dovunque.
Villabona, Corte Pasqua,Maioli, Case Popolari, Cava Nardi, Torre,Marsiletti , Sacca e naturalmente il centro del paese ospitavano questo evento che si teneva principalmente  in estate.
All’ inizio il luogo adibito per l’occasione era lo sferisterio di Viale Dante Alighieri dove solitamente giocava la squadra di tamburello della Carpani Goito più volte1959 Il segretario Mario Nobis parla alla festa del tessaremto campione d’Italia. Molto intrigante negli anni sessanta anche la festa presso l’attuale Lungomincio degli Arimanni con vista sulla Villa Giraffa, dove le angurie che venivano servite erano rinfrescate dalle acque del fiume.
In seguito, fino alla costruzione della nuova Area Feste presso la zona Aquilone, il posto per antonomasia diventò  Piazzale Don Minzoni dove l’afflusso popolare ha toccato vertici mai più raggiunti , in particolare con ospiti di grido come L’Orchestra Castellina-Pasi  e il comico Gigi Sabani .

Le feste proponevano principalmente piatti popolari a base di risotto con ossa di maiale,polenta, salamelle, costine innaffiati da litri di  lambrusco .
Attualmente si è abituati a cenare presso una festa facendo una fila ordinata all’ inglese oppure serviti di tutto punto al proprio tavolo.
Parecchio tempo fa le cose erano un po’ diverse e più “selvatiche” e spesso dalle doppie o triple file orizzontali accalcate  ai banconi delle cucine si levavano” Tocca a me! No, c’ero io ! Ma va là….”che per i camerieri in trincea diventavano spesso di difficilissima gestione, almeno fino a quando il megafono non annunciava”Il risotto è pronto! “.
Per cenare ad ogni volontario venivano offerti buoni pasto che erano l’unico compenso che ogni persona aveva in cambio.
Del  denaro nemmeno l’ombra.

1976 Festa dell' Unità banda di Gonzaga

Si cenava con il sottofondo musicale proposto dal Benedetto, che era costituito da brani storici come ”Bandiera Rossa” “L’Internazionale”  “Bella Ciao” o dagli emergenti della canzone politica come  Ivan Della Mea , I Cantacronache, Stormy Six.
Un ospite che spesso capitava dalle parti di Goito era il cantastorie Franco Trincale.
A seguire,per la gioia di centinaia di ballerini provetti o improvvisati,,  la serata era allietata da  orchestre di ballo liscio.
Non mancavano giochi di vario genere come il palo della cuccagna, la corsa con i sacchi o l’esilarante gara dei bigoli mangiati con le mani legate dietro la schiena. Nel corso dei decenni, oltre a variazioni nel menu dovute anche alle sopravvenute maggiori possibilità economiche , venne introdotta una pizzeria, uno spazio per i giovani curato dalla Fgci,uno spazio enologico, una corsa podistica che attirava migliaia di agonisti.
Tra gli spettacoli offerti ad un pubblico di ogni età c’erano i burattini, commedie dialettali, concerti di musica classica e bandistici, tornei di scacchi,spettacoli di magia. Il festival come detto, era il culmine dell’ attività  della sezione.
Era in quelle due settimane che si concentrava il massimo dell’ energia e della passione dei militanti.
A volte persino troppa, tanto che le discussioni portavano a scontri verbali piuttosto accesi.
La dice lunga il fatto che molti sacrificassero le proprie ferie per  il suo allestimento. Per i giovani esisteva una specie di prova del fuoco che consisteva nell’ addobbare  una colonna/ponteggio con gli emblemi classici  del Partito: falce e martello, bandiere rosse, fotografie di Gramsci e stemmi vari.
Fu ribattezzata in maniera epica “Il Traliccio Rosso” .
Venne predisposta per anni con cura maniacale dall’ edicolante- libraio- scrittore Vittorio Vallicella. 1977 Cucinieri alla festa dell'Unita, in viale Don Minzoni
Successe una volta che a causa del forte vento molti ragazzi della Fgci – tra cui chi scrive – si diedero ammalati per evitare”l’iniziazione” e questo mandò su tutte le furie il buon Vittorio (che nel dopoguerra era stato Vicesindaco di Goito).
Non si diede per vinto e  scalò di persona il totem, lanciando ogni tanto strali e improperi verso gli assenti nel suo inconfondibile accento veneto , lasciando  tra lo stupito e il divertito  i compagni che lo osservavano.
Questo succedeva anche nell’ imbandieramento del capannone.
Già, perchè verso la metà degli anni settanta la sezione era riuscita in maniera indipendente a costruirsi un proprio capannone mobile che negli anni seguenti venne anche prestato ad altre feste, persino fuori provincia.
Un capannone che rendeva più sicura la festa rispetto agli agenti metereologici che avevano talvolta creato danni alle strutture negli anni precedenti rovinando il lavoro di un anno intero.

Erano state anche introdotte anche una lotteria e una pesca a premi. Guidata da Benedetto Bosseda al grido di “ Atànsiòn! Atànsiòn! Ultimi biglietti! Otto numeri, mille lire! Diventò un’ attrazione in grado di fornire una fonte di guadagno non indifferente per il bilancio festivaliero.

Premi della Lotteria Festa De L’Unità Luglio 1988

  1. Fiat Uno
  2. Viaggio a Mosca-Leningrado
  3. Ciclomotore
  4. Lavatrice
  5. Frigorifero
  6. Macchina Automatica da Caffè

I giorni alla Festa erano anche un collante per fortificare amicizie ed amori e viceversa . Nel tempo venne introdotto anche il servizio di guardia notturno, tenuto a turno dai militanti, per  evitare furti e danneggiamenti.

La conclusione del festival era una specie di panacea per tutti i mali. Dopo il comizio di chiusura del Segretario ,ogni tensione si scioglieva in canti, balli, scorribande seminude sotto la pioggia alla maniera di Woodstock e degli hippies, mentre il Vittorio e il Silvio si contendevano  a suon di frasi la palma di maggior lavoratore della Festa de l’ Unità.
A  partire dagli anni sessanta la Festa Nazionale diventa un appuntamento a cui i comunisti goitesi partecipano con sempre  più frequenza. Si viaggia in corriera e  di solito la partecipazione è prevista per l’ultimo giorno, quando un milione di persone si accalca per il comizio di chiusura del Segretario.
Occasioni per visitare città come Milano, Torino, Firenze, Genova , Bologna, Modena, Reggio Emilia.
Oppure per giornate in  località vacanziere come nell’ edizione tenuta  sul lungomare di Tirrenia in provincia di Pisa nel 1982 .

Autore: Rosso di Sera Mantova

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