il PCI a Goito: la sezione

La Coop

La Coop , ovvero Cooperativa di Consumatori nasce a Torino nel 1854.
La   finalità principale delle cooperative di consumatori consiste nell’acquistare e rivendere beni di qualità a prezzi vantaggiosi ai propri soci e, più in generale, ai consumatori: la tutela del potere d’acquisto e la sicurezza alimentare sono tra i principali obiettivi di Coop.
Attualmente sostiene   in particolare la battaglia a favore degli alimenti biologici.
Nel 1967 nasce Coop Italia, consorzio nazionale d’acquisto di tutte le cooperative di consumo italiane, la creazione di un consorzio di acquisto era funzionale ed esprimeva una maggiore capacità contrattuale nei confronti dei fornitori.
Al consorzio furono delegate altre attività, a partire dalla gestione dei magazzini, passando per lo sviluppo di azioni di marketing fino ad arrivare alla formazione del personale, consentendo al sistema delle cooperative di competere con la grande distribuzione privata.

All’alba degli anni settanta anche a Goito nasce un negozio Coop.
E’ situato in via 26 Aprile appena  dopo la farmacia. Per diventarne socio bastava versare una somma di cinquecento lire.
All’ interno vi lavorano diverse persone scelte anche in base al disagio economico delle rispettive famiglie L’esperienza durerà solo pochi anni nonostante i notevoli vantaggi che il consumatore ottiene facendo la spesa al suo interno.
Non solo l’invidia, la concorrenza  e l’astio politico ne sono responsabili, ma anche la paura che serpeggia tra gli stessi militanti comunisti. Farsi vedere “in piazza” ed entrare alla Coop è considerato sconveniente di fronte alla comunità.
Questo potrebbe portare a ulteriori isolamenti e additamenti  che sono perpetrati regolarmente in varie occasioni.
Si pensi per esempio che in Italia (cosa per fortuna ignorata dalla allora  neonata sezione AVIS goitese) per un iscritto al Partito Comunista era difficile se non impossibile diventare un donatore di sangue.
Questi episodi spiegano in quale clima viveva una persona che aveva anche solo una simpatia politica a sinistra. Era chiaro  anche nella nostra piccola comunità che prendere quella strada poteva essere discriminante  anche per il lavoro.
Dire che nella vita non si parte tutti alla pari non è mai stato un luogo comune in Italia. Essere comunisti o provenire da famiglie di sinistra non era certamente un buon viatico.
La rigidità che a volte si respirava nell’ ambito del Partito era molto probabilmente dovuta anche a questo.

 

I Luoghi Storici del PCI goitese nel 2012

Sezione PCI

L’ edificio posto in Via 24 Maggio n° 20 ospita tuttora la sede della Cgil – Camera del Lavoro al piano terra. Ai piani superiori si trova il Circolo del Partito Democratico

Circolo ArciCombattentieReduci  

Piazza Sordello n° 4

L’edificio è completamente vuoto e disabitato da Capodanno 2010 quando viene smantellato dai soci del Circolo . Dopo il coinvolgimento in fatti di ‘ndrangheta da parte del gestore, il direttivo cerca un accordo con la proprietà per una nuova esperienza,  con richiesta di lavori di adeguamento dei locali obsoleti. Il proprietario propende invece per la messa in vendita finora  andata a vuoto.

Edicola Vallicella

Negli anni cinquanta l’ingresso in Piazza Sordello verso il centro  di Goito ha alcuni elementi che balzano agli occhi immediatamente e lo rendono inconfondibile. Un paesaggio da cartolina .
Sulla destra c’è un piccolo ponte chiamato “Ponte dei Sospiri” da parte degli innamorati.
Al centro svettano imponenti i platani secolari, vero e proprio monumento nazionale.
Sulla sinistra il Circolo Combattenti e Reduci “La Cooperativa”, La Locanda “Al Gallo ”e due piccoli chioschi.
Il primo, gestito dalla signora “Luci”, è la meta preferita dai bimbi per le sue leccornie costituite da gelati (distribuiti in giro anche dal marito “cadorina” con un caratteristico carrettino)  “patuna, papasìn e garàtùle” ovvero castagnaccio e carrube, e ancora, bruscolini, ceci,patate americane.
Il secondo invece è il posto della cultura e dell’ informazione.
Sul tetto del  chiosco e dalle parti si stagliano le insegne de “L’Unità.
Qui l’edicolante Vittorio Vallicella  non vende solo  giornali  ma,  da fervente militante comunista, intavola discussioni poltiche con i clienti che portano immancabilmente alla formazione di capannelli.
Vittorio è un grande appassionato di lettura e oltre all’edicola gestisce una libreria dove fa spicco una rarissima edizione della Bibbia.
Negli anni le cose sono parecchio cambiate.
La Cooperativa non esiste più, Il Gallo è ora una banca, Il chiosco della Luci non c’è più, Il Ponte dei Sospiri è stato abbattuto. L’unica testimonianza  che rimane di un tempo perduto è l’Edicola Vallicella.
Non è più  quel piccolo chiosco , ma una postazione moderna posta sulla destra della piazza sotto lo sguardo dei Platani. Testimoni senza tempo.

Autore: Rosso di Sera Mantova

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