il PCI a Goito: la sezione

I Luoghi della Festa de L’Unità:

Sferisterio Viale Dante Alighieri

Il vecchio sferisterio dove si giocava a tamburello è asfaltato e adibito a strada e parcheggio. Sul  lato dove erano ubicate le gradinate ,nel 1972 è sorto il complesso scolastico di Goito.

Piazzale Don Minzoni

Questo vasto terreno fino alla fine degli settanta  era praticamente sgombro da edifici e permetteva una distribuzione molto variegata della Festa. Con l’incremento dello sviluppo edilizio la struttura della manifestazione  ha dovuto piano piano modificarsi.
Nel lato sud erano poste le cucine e i tavoli. Il lato destro , vicino all’ antica ghiacciaia, era usato per i pannelli della rassegna stampa. Il centro era usato come spazio per il palco, per ballare o per sedersi dopo la cena.
In seguito il lato sud diventò lo spazio della Fgci , la parte centrale  venne invece utilizzata per le cucine e i tavoli per la cena, mentre verso il lato nord si spostarono il palco per i comizi e gli spettacoli.
Oggi il piazzale centrale è asfaltato e adibito a parcheggio, nelle parti  laterali sono stati costruiti edifici abitativi, nel lato sud  si trova un piccolo giardino pubblico, il lato nord ospita un giardino a sfondo religioso.

Lungomincio degli Arimanni. Adiacente al Ponte della Gloria

Il quartiere Pedagno inizia la sua espansione nei primi anni settanta e lo fa principalmente nella sua parte occidentale.Si tratta comunque di poche unità abitative e commerciali.La zona orientale è invece quasi interamente una prateria.
La Festa de L’Unità si svolgeva dove ora si snoda un suggestivo sentiero che fiancheggia il fiume Mincio, prosegue in un bosco e si collega alla pista ciclabile Goito- Sacca.

Attualmente la sede per le feste politiche e in genere è stata decentrata presso la Zona Aquilone

 

I Luoghi dei  Comizi:

Piazza Gramsci

La piazza centrale di Goito. Qui si trovano il Municipio, il Teatro, la Torre Civica, il Mercato domenicale. Era il luogo dei grandi comizi del PCI e della sin1956 manifestazione elettoraleistra  in genere . Qui hanno infiammato il pubblico tra le altre, personalità del calibro di Giancarlo Pajetta, Bruno Pasqualini, Attilio Zanchi, Otello Montanari, Renato Sandri, Giacinto Menotti. Da molto tempo l’usanza del  comizio politico  e della manifestazione di piazza  è stata completamente abbandonata.

Piazza Sordello era la piazza dove solitamente si svolgevano i comizi delle altre forze politiche. Vista l’affluenza minore rispetto alle manifestazioni del PCI, era più adatta perchè più piccola rispetto a Piazza Gramsci .

 

Teatro Comunale – Piazza Gramsci n°5

La sua storia millenaria inizia come Chiesa di Santa  Maria Maddalena, poi come Monastero di San Martino con i Gonzaga.
Ad inizio ‘800, grazie alla confisca napoleonica dei beni religiosi, si trasforma in Teatro.
Goito fu tra i primissimi paesi del mantovano a proporre il nuovo spettacolo del cinema.
Nel novecento la vita dello storico edificio si snoda tra periodi di splendore e desolanti chiusure dei battenti.
Tra le varie attività si svolgono anche ricevimenti e feste di ogni tipo , tra cui La Veglia Rossa ovvero i festeggiamenti per il tesseramento annuale del PCI.
Da qualche anno il Teatro viene usato per eventi saltuari, mentre l’ attività cinematografica è sospesa

 

Palazzo Belgiardino – Strada Statale Goitese n°190

Nella storia del Partito Comunista di Goito è stato per lungo tempo il luogo della Festa del Tesseramento. Da anni è sede di svariate attività commerciali. Dalla strada spiccano le lanterne rosse di un ristorante cinese.

Coop – Via 26 Aprile n°37

La Coop vive a Goito tra la fine degli anni sessanta e il 1973. Dopo la sua esperienza, le ampie sale dell’ immobile sono diventate sede di una concessionaria automobilistica.
Attualmente vi è una banca.

Samice Strada Sacca- Rivalta

La vecchia cava, rifugio riparatorio  dal possibile Golpe nell’ autunno 1974 , è sempre attiva. E’ cambiata la proprietà.

Condominio Fontanelle Strada Statale Goitese n°369

Si può considerare “Il Grattacielo di Goito”.
Figlio del boom economico dei primi anni sessanta,nonostante qualche ruga i suoi quasi cinquant’ anni se li porta abbastanza bene.
Ai tempi d’oro lo chiamavano il Cremlino perchè era abitato da operai, studenti, sindacalisti e gente di popolo dichiaratamente spostata a sinistra , in larga parte  comunista.
Quando  il corteo funebre di un compagno, scortato da bandiere rosse listate a lutto, passava davanti al grattacielo,  i partecipanti in coda erano soliti volgere  lo sguardo verso le sue finestre.
Il segno di saluto commosso e silenzioso con  le braccia che uscivano tese con  il pugno chiuso  era immancabile.Oggigiorno il vecchio Fontanelle ha mantenuto la sua impronta popolare, anche grazie a lavoratori che vengono da lontano. Al dialetto  milanese,al reggiano, al cremonese, al bresciano, al mantovano  si sono mescolati il cinese e l’indiano.

I cortei funebri invece non passano più davanti al Cremlino. Ora le finestre raramente aperte , e al  lento e silenzioso incedere di migliaia di passi si è sostituito un incessante, frenetico  rombo.

Autore: Rosso di Sera Mantova

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