Le Betulle: una Casa del Popolo a Rodigo

Siamo a Rodigo, un Comune che nel secondo dopoguerra ha avuto per un decennio come Sindaco il “Mica”, comunista , partigiano antifascista.

Rodigo è un paese che  viveva da protagonista gli avvenimenti politici nazionali, un paese dove l’obiettivo della lotta politica era il bene comune.

Rodigo è un paese, dove  una comunità di uomini e donne, compagni e compagne,  hanno vissuto quei formidabili anni con grande coraggio, con la fatica e l’orgoglio di essere comunisti……….ed a quel tempo non era certo facile.

In molti ci hanno già lasciato…………..non li ricorderemo attraverso i loro nomi, perché quei cognomi li troveremo più avanti nei loro figli, nelle generazioni che vennero dopo di loro cresciute nel loro esempio.

 

La storia che vogliamo raccontare ha inizio nel 1995, sono gli anni di tangentopoli. Evaporato il mito del socialismo reale dell’Unione Sovietica, caduto  il muro di Berlino, la corruzione ed il malcostume politico, che aveva denunciato  Enrico Berlinguer già nei primi anni 80,  veniva prepotentemente a galla lambendo alcuni settori del nostro partito. In questo pesante clima di una storia negata ,  il PDS di Rodigo  decideva di dimostrare la sua  diversità , rispetto allo scenario politico che si stava svelando, investendo in un progetto di un centro polifunzionale di aggregazione sociale ………..una volta si chiamava casa del popolo. Come è stato possibile quest’impresa in un paese che conta meno di 2000 abitanti, da parte di un partito ormai da 15 anni all’opposizione in Comune, in un’Italia dove spirava forte vento di destra? In cassa c’erano pochi risparmi   : il frutto di tante feste dell’unità e di sottoscrizioni popolari. Possedevamo  anche  un fatiscente  immobile di quattro piccoli locali( oggi non si potrebbero chiamare neanche ripostigli) che permutammo fortunatamente con un pezzo di terra . Il nostro intento era quindi una difficile scommessa,  ma non fu incoscienza, sapevamo  delle difficoltà che avremmo incontrato,  ci animava una fede , un idem sentire. Ma ,soprattutto c’erano loro: un folto  gruppo di compagne e di simpatizzanti, organizzatrici del gioco della tombola. Nella parte finale del filmato, le riprese fotografiche si attardano volutamente su una sala piena di donne che giocavano a tombola, di media tre volte alla settimana : sono state per molti anni la fonte di sostentamento. Le pietre e tutto quanto serviva per completare la casa venivano acquistate con i soldi della tombola.

Le riprese iniziano con una panoramica sul campo vuoto, in un angolo solo la “baracca, acquistata nel 1976 con i guadagni di una serata con il cantante Luciano Taioli , ed adibita cucina durante le feste dell’unità.

Ecco i primi “ operai” Claudio Bertani, il nostro capomastro, Claudio Boldrini, Vinicio. Come quegli altri compagni che vedremo in seguito  hanno gli stessi cognomi de i braccianti delle lotte contadine del secondo dopoguerra.

Sono quarantenni: negli anni sessanta  erano iscritti alla federazione giovanile comunista  italiana (FGCI): qualcuno manifestava contro la guerra del Vietnam, qualcuno contestava nelle piazze, qualcuno sognava un futuro migliore, qualcuno era semplicemente giovane comunista per amicizia, qualcuno perché amava Enrico Berlinguer.

Ma ci sono anche i meno giovani, abbiamo visto Guido Barosio che, con Mario Fiorini,  Dino  Vismarra e Belato ……. che passavano le giornate a preparare il  cantiere per il fine settimana quando subentravano  i più giovani, liberi dal lavoro.

Arriva Fabio in bicicletta, scherzosamente lo accusavamo di aver preso accordi con Claudio Varini, il nostro cineoperatore, per farsi riprendere a più riprese.

Qui Stefano  e Claudio iniziano le operazioni di squadratura e di livellazione per preparare le fondazioni.

L’ossatura portante è già stata montata da ditta di prefabbricati, ed è iniziata la muratura ed ecco Barbara Broccaioli, provetta manovale. Di li a poco  Barbara diventa viceSindaco del Comune di Rodigo.

Il muro sta crescendo velocemente, c’è Franco Vismarra , metalmeccanico improvvisato muratore che tanta parte avrà nei successivi impianti idraulici ed elettrici.

Ecco Roberto Belato, infermiere,  promosso manovale sul campo

Questo è Mario Fiorini (il magnan) figura storica del partito  sin dal dopoguerra, con lui si conia la specialità alle feste dell’unità: il risotto del magnan.   Anche se ultrasettantenne voleva essere sempre  in prima linea a far la sua parte.

Ecco Giorgio Zacchi, anche lui metalmeccanico promosso manovale a pieni voti.

Siamo a settembre del 1999, sono passati 4 anni dalla posa della prima pietra, Il nostro parroco  Don Livio ha benedetto la nostra casa: l’abbiamo chiamata le Betulle   Ci stiamo preparando per l’inaugurazione, all’esterno si  sta preparando il palco per l’orchestra. E’ arrivato tra noi  Angelo Franzoni, per tutti, Berlinguer. All’interno fervono i preparativi, nessun dettaglio è lasciato al caso. Vengono inquadrate la Franca e l’inseparabile Anselmina, ma dietro le quinte vi sono tante altre  signore all’opera.

Franca è la moglie di Mario, il magnan. Anch’ella figura storica del partito  comunista e della Camera del lavoro, protagonista indiscussa nello scenario politico  rodighese, instancabile organizzatrice di feste ed iniziative politiche. Anselmina, ancora oggi, gestisce  in prima persona l’attività della tombola.

Eccoci  quindi agli anni 2000. Sono gli anni dell’ampliamento della struttura che viene completata  con porticati, gazebi, magazzino per le attrezzature, palco per le orchestre , pista da ballo.  Sono gli anni di Berlinguer, così era soprannominato il compagno Franzoni Angelo, che praticamente passò  tre anni a completare e manutenere tutta la struttura. Insieme a lui , in eterno simpatico conflitto politico, l’amico e compagno Tassi Gino . Ci lasciarono entrambi tra il 2002 e marzo del 2003: un immenso vuoto difficile da colmare ancora oggi. Berlinguer era operaio alla Montedison,  e per la sua morte unitamente ad altri operai la società è stata condannata.

Anni 2003- 2013

Dal 2003 la ”casa del popolo” è gestita dall’Arci “le betulle”,  il cui direttivo era normalmente composto da compagni che provenivano  dalle  lontane radici del PCI.

Anni 2014.2016

Oggi la struttura, su un area di 4000 mq,  costituita da 450 mq circa coperti, una pista da ballo e di pattinaggio di 360 mq, un campo da beach volley, un’area verde per il gioco dei più piccoli, è  gestita da una nuova generazione che non proviene da quel mondo.

Oggi non si parla più di politica, molti compagni  di quei formidabili anni si sono persi,  chi è rimasto non è più animato di quella tensione morale ed ideale . forse  siamo  invecchiati  e non parliamo più di futuro,  e forse come nel finale della canzone di Gaber ”qualcuno era comunista”, il sogno si è rattrappito .

Le immagini finiscono qua con una serata di tombola, ma non raccontano purtroppo tutta la storia. Dietro quegli operai di cui abbiamo fatto i nomi, sono da ricordare con pari riconoscimento, decine e decine di compagni e compagne , simpatizzanti  che hanno  concretamente contribuito al compimento dell’opera e alla sua gestione sino ai giorni nostri, e che non abbiamo citato perché non presenti in quei pochi giorni in cui sono state fatte le riprese.

 

Anni 2003- 2013

Dal 2003 la ”casa del popolo” è gestita dall’Arci “le betulle”,  il cui direttivo era normalmente composto da compagni che provenivano  dalle  lontane radici del PCI.

Anni 2014.2016

Oggi la struttura, su un area di 4000 mq,  costituita da 450 mq circa coperti, una pista da ballo e di pattinaggio di 360 mq, un campo da beach volley, un’area verde per il gioco dei più piccoli, è  gestita da una nuova generazione che non proviene da quel mondo.

Oggi non si parla più di politica, molti compagni  di quei formidabili anni si sono persi, non li anima più nessuna tensione  ideale,  forse siamo  invecchiati  e forse  stanchi o forse, come nel finale della canzone di Gaber ”qualcuno era comunista”, il sogno si è rattrappito .

STEFANO FIORINI

 

 

 

 

Autore: admin

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