Peschiera del Garda: il carcere militare – la mobilitazione antimilitarista e pacifista

Nei primi anni 70 l’appuntamento fisso di agosto era Peschiera con

Marco Pannella.

Più o meno succedeva così .

A sorpresa un gruppo di antimilitaristi e obiettori di coscienza con un blitz raggiungeva la piazza antistante il carcere militare per portare la solidarietà ai renitenti/disertori incarcerati.

 

Più  meno velocemente, la polizia reagiva allontanando i manifestanti, in modo che non fossero più a portata di vista e di voce con il carcere. Non sempre anche la polizia usava metodi pacifici.

Per esempio nel 1974 su di un cartello si leggeva :”Stamattina un gruppo di antimilitaristi non violenti sono stati brutalmente aggrediti dalla polizia mentre erano seduti davanti al carcere militare, un compagno obiettore è all’ospedale semiparalizzato, così la polizia difende l’ordine democratico”.

 

Ma non finiva certo così perché a quel punto arrivavano altri compagni ed iniziava il sit-in che poteva prolungarsi per giorni e giorni.

La richiesta era ovviamente quella di poter tornare in piazza davanti al carcere. Inoltre si rilanciava :  una delegazione avrebbe dovuto incontrare gli obiettori in carcere.

Marco Pannella era ovviamente tenuto d’occhio, per cui, se non ricordo male, solo il primo anno partecipò al blitz, gli anni successivi arrivava subito dopo a condurre il sit-in e la trattativa.

 

Ovviamente le centinaia di manifestanti che, secondo l’Arena, bivaccavano sul lungolago rappresentavano un elemento di disturbo per l’attività turistico-balneare. Anche perchè allora come ora molti villeggianti erano poco inclini alla solidarietà pacifista. Penso ai moltissimi tedeschi, ma non solo a loro. Non lontana da Peschiera era, infatti, la Verona de gruppi fascisti e paramilitari.

 

In quegli anni l’obiezione di coscienza di matrice religiosa di La Pira, Balducci, Milani o dei testimoni di Geova era affiancata dalla posizione antimilitarista, basata sull’analisi dell’esercito come istituzione che serviva a mantenere un dominio, di classe, sulla società (vedi il cartello del 1972 : No all’esercito antisciopero contro gli operai) e sulla democrazia (vedi foto del 1974 “Fuori gli obiettori dentro i colonnelli”.

Da un lato quindi questa lotta si saldava con quelle che venivano condotte nelle fabbriche e nelle scuole, dall’altra entrava a pieno titolo nello spazio di rivendicazione dei diritti civili, come il divorzio.

Del resto democrazia diretta, diritti civili e lotta alle istituzioni totali sarebbero confluiti poco dopo nel 1978, e sempre per iniziativa dei radicali, nel referendum popolare per abolire  : il manicomio.

 

Per questo a Peschiera si potevano incontrare i leaders della lega obiettori di coscienza (LOC) come Roberto Cicciomessere (si veda una delle foto del 1974) o esponenti del movimento extraparlamentare di sinistra (si veda la foto di Marco Boato del 1974).

Alcuni partecipavano gandianamente attuando lo sciopero della fame (vedi foto del 1974) mentre altri cercavano di avanzare una proposta alternativa all’esercito. Si veda il cartello del 1974 “Difesa popolare non violenta”.

Anche se la questione dell’obiezione di coscienza riguardava noi maschi a Peschiera era moltissime le presenze femminili. Per questo si palesavano attraverso i comportamenti, i discorsi, gli slogan anche le altre tematiche della liberazione, da quelle sessuali (vedi la foto del 1972 :”Gli anticoncezionali bastano a limitare le nascite la guerra è una scusa) a quelle relative agli stili di vita, diciamo così “psichedelici”, non dimenticate che un’altra azione radicale era quella antiproibizonista.

Da questo punto di vista è corretto dire che a Peschiera ai primi di agosto si radunava una folta comunità di freakkettoni.  Tuttavia non lontana da una sua dimensione popolare. Si ricordi che al Festival di Sanremo nel 1967 era arrivata terza al canzone dei Giganti che cantava “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, mentre l’anno prima era stata presentata da Gianni Morandi “C’era un ragazzo…”

 

Tornando, per concludere, al tema dell’obiezione di coscienza, va ricordato che nel dicembre del 1972 il Parlamento approvò la legge 772 che riconosceva l’obiezione di coscienza, anche se non ancora come un diritto. Ma va anche ricordato che mancavano i decreti attuativi, che sarebbero arrivati solo nel 1977.

Per questo, agosto dopo agosto, in quei primi anni 70, gli obiettori di coscienza andavano davanti al carcere di Peschiera. Per ottenere l’attuazione della legge e per tirare fuori gli ultimi che di quella legge non avevano potuto usufruire.

La richiesta di portare la voce e la solidarietà agli obiettori in carcere fu accolta solo nel 1975. Nelle foto scattate in quell’agosto si possono vedere finalmente i compagni dietro le sbarre. Nel frattempo il refererendum per abrogare il divorzio era stato respinto.

 

Giovanni Rossi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davanti al carcere (1975)

 

 

Legge 772 del 15 dic 1972

decreti attuativi 1977

Autore: Rosso di Sera Mantova

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