Romano Bonifacci : Un viaggio da IL PROGRESSO alla TRIBUNA DI MANTOVA

1959 : il giornale del 15/1 titola a caratteri grandi  “ I Principi di Goito ci hanno querelato “. Lo avevamo messo nel conto. Mario, Aldo ed Enzo Moschini si erano rivolti alla magistratura per  “ proteggere il loro onore “ , offeso dall’articolo pubblicato sul primo numero de La Tribuna di Mantova ma, particolare alquanto illuminante, senza concedere alcuna facoltà di prova. Dormiamo sonni tranquilli anche se la magistratura dell’epoca era ben diversa dall’attuale , quasi sempre schierata a protezione dei potenti, soprattutto di quelli delle campagne. E’gennaio, il 21 si celebrano i 38 anni di vita del Pci e noi riproducendo un documento storico : il primo numero de Il proletario comunista, uscito il 5/1/1921 nel quale si invitava  ad intervenire al “ nostro primo congresso provinciale “. In aggiunta pubblichiamo un ricordo di Silvano Montanari risalente al luglio 1943 ( cioè in piena clandestinità ) e infine resocontiamo un illuminante  dibattito sotto il titolo : Vita di una Sezione : Sermide, verbale di una discussione. Franca,  e sopratutto fresca di giornata.

All’inizio di febbraio è la cronaca nera a imporci l’apertura del giornale. A Corte Fienili di Quingentole scompare un bimbetto di due anni, i coniugi Bellini sono disperati, un intero paese si mobilita ma l’angoscia cresce. Dov’è Giannino ? Con Piero andiamo più volte sul posto, incontriamo anche i genitori. Passano i giorni, si fanno mille ipotesi e dopo un settimana  la tragica conferma. Giannino è morto, probabilmente di freddo. Il suo corpicino viene trovato a due chilometri da casa, in piena campagna. Il mistero  si infittisce  dal momento che più d’uno sostiene di essere passato più volte da quelle parti durante le affannose ricerche. Tantissima gente ai funerali.

A seguito della denuncia dei Moschini la magistratura convoca Piero Campisi come redattore capo responsabile , vuole sapere chi è Cesco Borghi per poterlo incriminare. Ma Cesco Borghi, come abbiamo già detto, non esiste e allora il processo  per direttissima viene sospeso in attesa dei risultati di  una accurata, quanta inutile ricerca anagrafica, di una persona  inesistente. Nemmeno al vero autore dell’articolo, Piero Campisi, si vuol credere. Nell’occasione gli avvocati avevano scoperto sulle pagine de la Voce di Mantova del settembre 1922, alcuni articoli a firma Pino Moschini, fratello del trio Aldo, Mario ed Enzo, nel quale si fanno affermazioni  gravissime, del tutto parola fasciste: “ In un trattato di pacificazione concluso da me in un Comune della nostra provincia ( a Goito ndr ) è scritto che i contadini prima di scioperare dovranno inviare una commissione di loro fiduciari alla sede del fascio …. Quello che noi non rispetteremo mai,  sinchè ne avremo la forza, sarà lo sciopero di protesta che danneggia la produzione e fomenta l’odio di     classe “.

Sul fronte sportivo il Mantova  sconfiggendo il Siena è sempre di più piccolo Brasile. Dante Micheli viene convocato per la nazionale B, in vista dell’incontro delle giovanili di Italia e Spagna.

Dopo i Moschini di Goito, l’Eliseo Sacchetti di San Matteo e il sindaco di Revere, è la volta del sciur Cesare Cavallari di Cizzolo, nel Viadanese. Altro che salvatore del paese,  si scopre che nelle sue fabbriche del legno lo sfruttamento ha assunto forme inaudite.

Sul fronte politico  si avvertono scricchiolii nella sinistra. Così no, compagni socialisti. Renato Sandri ed Enea Asinari  rispondono ad una risoluzione della commissione agraria  del Psi sui problemi delle cooperative agricole operanti nella Sinistra Mincio. Il documento socialista viene bollato come uno sfogo anticomunista, la cui gratuita cattiveria è pari alla mancanza di franchezza.

Gli sportivi esultano. Nel mese di marzo l’Ozo Mantova prima raggiunge il Livorno in testa alla classifica, poi dopo la vittoria a Vercelli, la guida da solo. La Serie B non è più un sogno.

Numero speciale per  la festa del 25 aprile, ben dieci pagine. In evidenza la notizia della nuova composizione della segreteria della Federazione : con Sandri segretario, ci sono Teodosio Aimoni, Enore Battoni tesoriere, Bruno Pasqualini, Sergio Sedazzari e Biagio Virgili, quest’ultimo a fine luglio diventerà  presidente dell’Apam. Ernesto Zanardi viene nominato presidente della commissione di controllo mentre Romano Ferrari va  a dirigere il Comitato cittadino.

Proprio in quei giorni di aprile moriva don Primo Mazzolari, il parroco di Bozzolo, più esattamente della Chiesa di San Pietro, dove è fra l’altro sepolto. Un grande uomo di fede e personaggio di grande rilievo  della politica italiana.  Antifascista, partigiano ( la qualifica gliela diede l’Anpi di Cremona), anticipatore  delle idee del Concilio Vaticano II ( la Chiesa dei poveri, la libertà religiosa, il pluralismo, il dialogo coi lontani, la distinzione tra errore ed erranti) . Aveva 69 anni. Nell’immediato dopoguerra   ingaggiò indimenticabili dibattiti pubblici in piazza Sordello con Silvano Montanari che lo ricordaa su la Tribuna di Mantova con un lungo pezzo, spezzato in due parti,  pubblicate rispettivamente il 23 e il 30 aprile. Una bellissima testimonianza, ricca di ricordi per raccontare ai giovani, ma non solo a loro ,“ chi è stato don Mazzolari “. “ Con lui nell’autunno del 1943 ebbi un contatto presso la sua abitazione. Io rappresentavo allora il Pci clandestino. Parlammo a lungo. Il malcontento oggi ha un nome – mi disse – la novità un volto: il comunismo “. “ Se vogliamo il nuovo, dobbiamo fare in po’ di strada con i comunisti “.  “ Nato e cresciuto tra i lavoratori della terra cremonesi – scrisse Silvano – poi a Cicognara e a Bozzolo nel mantovano …. è l’espressione di quei contadini poveri. Ma in quella elaborazione lui non era libero…. era un vigilato speciale del Sant’Uffizio “. Allora in Vaticano non c’era un Papa Francesco, bensì Pio XII, ovvero Papa Pacelli, che morirà il successivo 9 ottobre, a Castel Gandolfo.

Nello sport l’Ozo Mantova  entusiasma ed appassiona. In testa alla classifica si alterna con il Siena. E domenica 21 giugno  usciamo in edizione straordinaria con un enorme titolo ed una sola parola : spareggio. Tutto in rosso. Il Mantova vincendo a Casale e il Siena a Pisa, entrambi per due reti a zero, guadagnano  il primo posto in classifica a pari merito. In una pagina interna  costruiamo una sorta di film della marcia della squadra fino a quel punto. Il giornale ha un successo enorme. E’ domenica pomeriggio, la partita a Casale Monferrato è finita da un’ora e noi siamo già sulla piazza, un vero e proprio miracolo editoriale. Allora non c’erano i computer, si usava il telefono, poi bisognava tradurre il tutto in piombo con la linotype e quindi stampare. Ovviamente molto era il preconfezionato ma la notizia, telefonataci da Tonino Lingria, c’era con risultato, marcatori e brevi cenni di cronaca. In quel clima bastava. La vendita, con le edicole tutte chiuse, l’affidammo ad un nostro diffusore , il compagno Bombana, nelle vesti di strillone vecchia maniera. Ma non c’era molto tempo per strillare.  Bombana  viene  addirittura assalito nei pressi del Bar dello Sport, in corso Umberto I. Ripete ossessivamente   “ soldi alla man, soldi alla man “ ( soldi alla mano ) . Non c’è tempo nemmeno di dare il resto. Il successo è clamoroso e i colleghi della Gazzetta  di Mantova se la prendono un poco.

Ma sette giorni dopo, il 28/6 , la cosa si ripete. In programma c’è lo spareggio Mantova – Siena allo stadio Marassi di Genova Al seguito della squadra sono in tanti ed il sottoscritto è con loro. Questa volta sono io a telefonare , e lo faccio direttamente al linotipista,  da un piccolo ma affollatissimo bar. Avvio burrascoso              (  Giancarlo Cadè, infortunatosi, è costretto a lasciare il terreno di gioco ) poi gol di Eugenio Fantini. La partita finisce 1 a 0. E’ serie B. E la Tribuna di Mantova esce con tre enormi B, B,B stampate in rosso. Come la domenica precedente, siamo i soli sulla piazza. Grande successo e molta incredulità. I pullman che rientrano da Genova scaricano migliaia di persone che hanno la grande sorpresa di poter leggere quel che avevano visto poche ore prima. Ma come avete fatto ?

Il mese di luglio è caratterizzato da una documentata  campagna sul Consorzio Agrario provinciale ( il famoso Cap ) di piazza martiri di Belfiore. La gestione presenta varie irregolarità ( la Coldiretti  fa votare anche i morti nella elezioni per la scelta dei dirigenti ) e un buco di bilancio di notevoli dimensioni.  L’on. Ferdinando Truzzi, vice presidente della Coldiretti nazionale, la famosa Bonomiana,  e il presidente Angelo Ghioldi sono messi sotto accusa. Il nostro Cesco Borghi furoreggia. Racconta la presa di distanze dell’altro socio di riferimento, la Confagricoltura, e si sofferma in particolare sulla tempestosa riunione del comitato direttivo : la politica della Federconsorzi è messa sotto accusa. Volano stracci da tutte le parti. Poi dalle  grida si passa  al silenzio, rotto solo dalla notizia del siluramento del direttore, il dott. Umberto Gobbati, vittima sacrificale tanto per calmare le acque. Ma la Tribuna insiste. Enea Asinari denuncia le responsabilità del prof. Marocchi, il presidente della Confagricoltura che sono le stesse del bonomiano  Ghioldi. Poi formuliamo 17 precise domande alle quali ovviamente nessuno risponde finchè in ottobre gli intoccabili del Consorzio Agrario  litigano ancora tra di loro. I rappresentanti degli agricoltori rappresentati dalla Confagricoltura provinciale lanciano un ultimatum agli amici della Coldiretti : “ O denunciate la Tribuna di Mantova oppure noi ci dimettiamo dal consiglio di amministrazione “.  Era quello che noi da tempo chiedevamo.

Ma  non è solo il Cap al centro delle nostre inchieste : ricordiamo la Belleli , ad esempio, dove per la prima volta a metà agosto si riesce ad ottenere, dopo nove giorni di sciopero, la commissione interna. E poi  la Lubiam, del sig. Edgardo Bianchi. In piena bagarre riceviamo una lettera a firma di dodici operaie che             “ spontaneamente “ ci raccontano come il vero paese di Bengodi  si trova nei reparti di quella fabbrica. Una lettera che più che scolpare, incolpa. Essa rappresenta il sigillo di una inaudita prepotenza padronale. La realtà è che dietro il marchio Lubiam si ingigantisce la fortuna dei Bianchi . Così scrive l’inossidabile Cesco Borghi. E poi di nuovo le vicende del sindaco di Revere, autore di altri  intrallazzi, al punto da creare il vuoto attorno a sé. Pioggia di dimissioni in consiglio comunale. Non sarebbe male – noi scriviamo – che più barba che testa tolga il disturbo. Alla vigilia di Natale nuovo numero speciale, si parla anche di Partito, tanto più che fra qualche mese, esattamente l’8-9-10 gennaio, al Palazzo del Combattente, l’ ex Michele Bianchi e poi sala Astra,  si terrà il congresso provinciale : sarà concluso da un pezzo da 90 della Direzione del Partito, il compagno Mario Alicata.

E il Mantova ? Dopo la promozione in B, viene allestita una nuova squadra. Eugenio Fantini è ricercatissimo, i suoi gol fanno gola, finisce alla Fiorentina che in cambio dà i giovanissimi, ma promettenti Gigi Simoni e Sergio Pini. Via anche Ettore Recagni alla Lazio in cambio di Nicola Chiricallo, dalla Samp arriva Renzo Uzzecchini, dal Bari  Giancarlo Rebizzi, potente ma sempre in sovrappeso, dal Torino Ermanno Tarabbia, dalla Spal Roberto Oltramari e dall’Inter il mediano Eugenio Rizzolini. Purtroppo se ne va anche Dante Micheli alla Spal e Furini finisce in prestito all’Ascoli.  Ci sono sempre i mantovani Franco Giavara, Mario Veneri, Massimo Paccini, Renzo Longhi e i portieri William Negri e Giancarlo Tonoli. Più Giancarlo Cadè e Gustavo Giagnoni, già leader indiscusso della squadra. In quella stessa estate da Mantova fa le valige il giovanissimo Roberto Boninsegna : per 450 mila lire passa dalla squadra parrocchiale del Sant’ Egidio alle giovanili dell’Inter. Il 1959 per  gli sportivi è stato un anno indimenticabile. Il merito è stato tutto di Edmondo Fabbri ma qualcuno fra i dirigenti fatica a riconoscerglielo. E quindi cominciano le polemiche. Il campionato di serie B ha un inizio faticoso e i gufi escono allo scoperto. Hanno già pronto il siluro per Fabbri, scriviamo a chiare lettere. E il nostro credito presso la tifoseria cresce enormemente. Un successo personale e di vendite. Grazie anche a Tonino Lingria, il fotografo, e al dirigente Bruno Pasino, nostro mentore.

1960 : il congresso della Federazione,dopo tre giorni di intenso dibattito, elegge il nuovo comitato federale, che successivamente conferma all’unanimità, come segretario, il compagno Renato Sandri. Nel nuovo Comitato federale ci sono anch’io ed è la prima volta.

Lo scandalo del Consorzio Agrario è tutt’altro che sopito. Si viene a sapere che il suo patrimonio immobiliare potrebbe essere liquidato per coprire le voragini di bilancio. Il terremoto arriva sino alla Dc : il suo segretario, all’epoca Francesco Scarpanti , viene defenestrato direttamente da piazza del Gesù. Al suo posto viene messo Filippo Bertani. Il prof. Marocchi invece si dimette.

I temi agricoli sono sempre all’ordine del giorno. Esempio : quante barbabietole si potranno seminare quest’anno ?  I bieticoltori mantovani vorrebbero sapere i programmi di produzione degli industriali trasformatori, Eridania  e Schiaffino in testa, per programmare a loro volta le semine. Due mila ettari in meno non sono poca cosa. Piero tratta la questione con notevole bravura. Qualche settimana dopo affronta la situazione  sindacale all’interno dell’Ospedale Carlo Poma, trasformato dal commissario prefettizio in una sorta di caserma.  Seguono altri interventi : citiamo quelli che si riferiscono al Macello  cooperativo di Pegognaga , il Carnevale di Sermide con ricca fotocronaca, la Boheme al Teatro Sociale battuta dal Festival di Sanremo , nel quale spopola la canzone Romantica di Renato Rascel.

Renato Sandri è eletto, dal  IX congresso nazionale del Partito, membro del Comitato Centrale. Lascerà il posto di direttore de La tribuna di Mantova a Sergio Sedazzari. In segreteria entra Agostino Zavattini al posto di Bruno Pasqualini,  bisognoso di un lungo periodo di cura e di riposo.

Il campionato del Mantova calcio  è tutto in salita. Chiude il girone di andata sotto la metà della classifica con 18 punti, raggranellati in 19 partite.  Il pericolo di tornare in serie C non è tutt’altro che campato in aria anche perché,  a livello dirigenziale,  scoppiano assurde polemiche : gli anti Fabbri sognano una sorta di rivincita. L’extra muros Dante Micheli è sempre sotto la nostra lente, lo testimonia una serie di foto che pubblichiamo : una con  Nils Liedholm, un’altra con Omar Sivori. Non c’è dubbio : la Spal gli sta stretta.

A fine marzo Giancarlo Pajetta riempie piazza delle Erbe, la foto del comizio è un documento straordinario. Il giornale si interessa di tante cose : dei trasporti ferroviari, ad esempio, che anche allora erano una remora (” polveriere viaggianti delle Fs “ venivano definite le vecchie littorine ) ; della Regione che non arriva ; di alcuni artisti mantovani molto popolari come Imerio Vischi, indimenticabile caricaturista; della protesta dei dipendenti comunali minacciati dal prefetto ( “ Vostra eccellenza che mi sta in cagnesco “ ); e poi del manicomio di Dosso del Corso e del suo direttore, il prof. Giorgio Giorgi, accusato di concussione ( si faceva pagare per fasulli certificati ad uso esonero dal servizio militare ) e di discutibili metodi di direzione  dell’ospedale e di cura. Quella sul  prof. Giorgi è stata una mia fortunatissima inchiesta,  durata parecchie settimane e conclusasi con la destituzione dall’incarico e la condanna in sede penale del professore.

Ad aprile Gustavo Nannetti diventa segretario della Camera del Lavoro provinciale al posto di Angelo Chierici, che rientra in Federazione.

Sul fronte sportivo l’Ozo Mantova ce la fa a restare in serie B. Anzi, alla fine si piazza al quinto posto con 39 punti, che per una matricola non è poco. “ Grazie ragazzi, grazie Fabbri “. Continuiamo a seguire il campionato di Dante Micheli,  soprattutto attraverso  le foto . Particolarmente significative quelle che lo ritraggono a Ferrara assieme ai compagni di squadra Armando Picchi e all’italo argentino Oscar Massei, due gioielli  della squadra di Paolo Mazza, grande presidente della Spal. Ed Eugenio Fantini, ritratto assieme a Miguel Montuori, suo compagno di squadra nella Fiorentina, ci confessa un significativo suo desiderio :

“ Vorrei tanto avere vicino Gustavo Giagnoni “. Era lui, il Giagno, che lo mandava in gol nel Mantova.

Le campagne sono sempre al centro della iniziativa giornalistica de La Tribuna di Mantova. Il “prefetto degli agrari “  è scatenato contro i Comuni della sinistra. Lo scandalo del Cap non è isolato. Vanno male anche le mutue dei coltivatori diretti. L’ente presieduto dal bonomiano Fortunato Tirelli presenta pure lui un pesante deficit di bilancio. Viene immediatamente definito il cavalier mezzo miliardo.

Entrano in vigore i nuovipatti di lavoro per braccianti e salariati agricoli. Fatti tutti i conti, nelle loro tasche entrano 800 Ml  in più. Per quei tempi non  si tratta di una bazzecola.

A metà giugno viene pubblicata la lettera che il compagno Palmiro Togliatti ha inviato ai compagni di Goito complimentandosi con i successi nella campagna di tesseramento. Nel numero successivo  solleviamo la questione della elettrificazione delle nostre campagne. Sembra incredibile ma allora, estate del 1960, ben 171 frazioni erano ancora al buio. Niente luce elettrica, la luce viene da candele o da lumi a petrolio. Nello stesso periodo pubblichiamo un ritratto di una promessa della Lirica, il basso Enzo Dara. Diventerà in seguito una splendida realtà internazionale. Con lui abbiamo un rapporto particolare : le prime esibizioni, da perfetto sconosciuto, le ha fatte alle Feste de l’Unità, dove ogni tanto allestivamo l’ora del dilettante. Ci scappa anche un concorso di bellezza attraverso una vera e propria galleria di fotografie scattate sulle spiagge dei laghi. Un successo.

Angelo Chierici, ex segretario provinciale della Camera del lavoro, diventa responsabile del Comitato cittadino. La compagna Maria Zuccati assume la responsabilità della commissione femminile del Partito e Rinaldo Bottoni lascia la vice presidenza della Lega delle Cooperative, sostituito da Arnaldo Aldrovandi.

Ora e sempre Resistenza : a luglio è lotta contro il governo di Fernando Tambroni dc che viene cacciato: la notizia viene data a caratteri cubitali. Il sottoscritto intanto continua a raccogliere elementi di accusa nei confronti del direttore del  manicomio, il prof. Giorgio Giorgi. La cappa del silenzio ormai si è rotta.

L’Ozo Mantova si prepara per un nuovo campionato di serie B. Ingaggiato Antonio Giammarinaro dal Taranto ed ex granata, anima del Toro post tragedia di Superga. Rientra dalla Lazio Ettore Recagni, dal Crotone arriva il terzino Aurelio Gerin, dal Torino Beniamino Cancian pure lui difensore, dalla Triestina l’interno sinistro Italo Del Negro e dal Siena Dante Castellazzi. Guido Furini rientra dal prestito all’Ascoli. E si parla  anche dell’ingaggio del mediano destro Enzo Bearzot, 33 anni , dal Torino : si proprio lui,  che da allenatore porterà l’Italia a vincere i campionati del mondo  nel 1982, in Spagna. A Mantova comunque non metterà mai piede .

Alla fine di agosto muore in un incidente d’auto nei pressi di Peschiera il sindaco Eugenio Dugoni, si apre il problema della sua successione.

L’ing. Gabriele Della Luna affronta il problema del Secchia e della difesa idraulica di una parte importante della provincia : è un esperto e il suo intervento suscita notevole interesse. In seguito saranno affrontati anche i problemi del Po,  perché  è anche da lì che la città, e un pezzo del territorio mantovano, rischiano di essere allagati.

E’ settembre, tutti al palazzo Te dove si tiene la Festa provinciale de l’Unità. Doveva venire Pietro Ingrao, lo sostituisce Armando Cossutta. Raggiunta nella sottoscrizione la bella cifra di dieci Ml di lire, 133 le feste effettuate. Il Pci mantovano è una forza organizzativa di prima grandezza. Io firmo ( anzi siglo ) un ampio articolo su quel che avviene all’interno della Sic Edison di Frassino. Lì il sindacato non è molto gradito.

Si va verso il voto amministrativo : sarà Luigi Longo ad aprire la campagna elettorale, sempre in piazza delle Erbe. Seguiranno Umberto Terracini al palazzo della Ragione, quindi Giancarlo Pajetta che davanti ad una gran folla, affrontando la questione Consorzio Agrario avanza  a gran voce –  è il primo di novembre –   una domanda  : ma perché non ci querelate? Una decina di giorni prima al Cap era venuta alla luce l’ennesima porcheria dei dc, guidati da Ferdinando Truzzi, da Angelo Ghioldi e dal geom. Siena, dirigente della Coldiretti. Il buco di bilancio si allarga. E loro zitti. Viene stampato e diffuso un supplemento elettorale sotto il titolo Al traguardo. Ovviamente si riparla di Consorzio agrario  drfinito “ Un banchetto da raccontare “, poi si può leggere la ballata della sconfitta guelfa “ sul ponte sventola fazzolettone bianco “, infine si parla dei tre P della Dc ( Pippo, alias Nicolini, Pippo alias Bertani e Pappo alias Truzzi ) e poi due interventi di grande interesse, uno firmato l’ingegnere ( in cui si ricorda che su Mantova si è aperto un rubinetto rappresentato dalla galleria Mori-Torbole ) e l’altro, il geometra, che spiega perché le alluvioni nella provincia mantovana sono di casa.

Il 6 novembre si vota :  Mantova è il rosso che non si cancella. La Provincia resta alla sinistra, la Dc perde 8 mila voti, in Comune è pari e patta, tutto dipende dal Psdi che con i suoi 2 consiglieri diventa l’ago della bilancia. Ma nel Psi c’è un radicale che fa le bizze.

L’Ozo Mantova fa faville e vincendo a Marassi contro il Genoa di Annibale Frossi, va in testa alla classifica da solo, tallonato da Como e Sanbenedettese. Pubblichiamo una intervista in esclusiva con Edmondo Fabbri. Titolo : la scoperta di Fabbri.

Dopo la sbornia elettorale torniamo ai problemi legati alla sistemazione idraulica del bacino compreso tra lago di Garda, Mincio e laghi di Mantova e denunciamo gli intralci frapposti dal governo e dalla Seb ( la società elettrica bresciana ) all’attuazione del progetto dell’ing. Miliani, che attende dal 1938 d’essere attuato. Nel frattempo, lo ricordavamo poco fa, la Dc ha aperto un rubinetto sulla nostra testa  ( la galleria Mori-Torbole ) senza preoccuparsi dello scarico ( il Mincio, dopo Formigosa, nel Po ).

E si arriva alla fine dell’anno. Auguri, auguri. Si fa un bilancio del 196O, 12 pagine  di supplemento in cui la parte del leone la fa soprattutto lo scandalo del Consorzio Agrario, allo sport quattro pagine, con una ampia intervista a Gigi Simoni che viene a trovarci in redazione. In più si dà la parola agli sportivi che malgrado la sconfitta interna con il Verona, nutrono speranze per il gran salto in serie A. Sembra di sognare. Sarà il 1961 l’anno buono ?

Autore: Rosso di Sera Mantova

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1 commento

  1. Quanto spessore e anima e ideali ardevano, allora, a Mantova. Dobbiamo tornare a vivere quei tempi. Edo

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