Romano Bonifacci : Un viaggio da IL PROGRESSO alla TRIBUNA DI MANTOVA

1961: raccontiamolo  in maniera sintetica. L’anno si apre con la nomina del nuovo sindaco di Mantova al posto dell’ immaturamente scomparso Eugenio Dugoni, 53 anni, schiantatosi con la sua auto il 24 agosto 1960, sul Garda in località Fornaci di Peschiera. In pratica alla vigilia del voto amministrativo del 10  novembre. La scelta cade su Luigi Grigato, e Sergio Sedazzari diventa suo vice. In Giunta entrano Maria Zuccati e l’avv. Giorgio Baccaglioni.  Rinaldo Bottoni assessore supplente, completa la presenza comunista.  La maggioranza è stringatissima, anzi non c’è, si naviga con un 20 a 20, in più il consigliere radicale, prof. Guido La Rocca, eletto nelle file del Psi, non vota gli assessori comunisti. Sono i primi spifferi di quel centro sinistra che poi si affermerà a Mantova,  e non solo a Mantova, in chiave nettamente anti comunista.

Ma in quei giorni il giornale registra un fatto certamente non secondario. Piero Campisi viene chiamato a l’Unità in veste di inviato speciale. Buon per lui, male per la Tribuna di Mantova, che perde la sua punta di diamante. Lo sostituisce il sottoscritto. Non è senz’altro un potenziamento, sia dal punto di vista della qualità ( quella di Piero era extra ) che da quella del numero ( Campisi in me aveva un fedelissimo redattore,  eravamo in due a fare concretamente il giornale ). La promozione mi fa piacere ma ben presto mi accorgo d’essere solo e trino : direttore responsabile, redattore capo, redattore. Certo, ci sono i collaboratori e soprattutto un direttore politico Sergio Sedazzari che non si risparmia certamente. Ma lui è anche fresco vicesindaco. Il disinvestimento della Federazione nei confronti de La Tribuna è evidente, anche se necessario e spiegabile per questioni di bilancio. Ed io mi preoccupo non poco. Comunque si va avanti sulle linee tracciate.

Sempre a gennaio viene formata anche la nuova Giunta della Provincia. Presidente Teodosio Aimoni, con Biagio Virgili,  Angelo Chierici e Aronne Verona assessori.

Viene venduto alla Federconsorzi il palazzo di Piazza Martiri di Belfiore e i magazzini di Borgo Belfiore : la nostra campagna ottiene l’autorevole conferma che le nostre erano tutt’altro che frottole. Ma il passaggio dei debiti del Cap mantovano in quello più grande del carrozzone Federconsorzi non risolve certo il problema. Anzi, il nostro settore agricolo viene appesantito dalla politica troppo allegra di quello che avrebbe dovuto essere uno strumento del suo sviluppo.

21 gennaio : il Pci compie 40 anni. E’ l’occasione per ricordare  anche “ i 40 anni di lotte dei comunisti mantovani “. Numero speciale, poi una serie di interventi che proseguiranno, di settimana in settimana, sino ad aprile. Vanno segnalati alcuni titoli  : il primo congresso del Partito svoltosi al Teatro scientifico con l’elenco delle Sezioni presenti. E poi ancora : Incontro con Gramsci di B.G ; Così nasce il Partito a Mantova e in provincia   ( di Clarenzo Menotti ) ; Dosolo 1921 : viene trucidato Pietro Falchi ( di Giacinto Falchi, il figlio ) ;     Pegognaga : la battaglia in difesa della Cooperativa Uniti ( di Odino Braglia ) ; Primi contatti con i compagni di Mantova ( di Angelo Leris, ispettore regionale del Pci durante la Resistenza ) ; La riproduzione della prima copia de Il Progresso, in edizione ridotta e ciclostilata del 23/2/1945 ); la riproduzione de Il Proletario comunista, primo settimanale della Federazione comunista mantovana del 12/2/1921 ) : Goito : storia di due generazioni ( di Mario Vaini ); Buscoldo, aprile 1921 : bastonate e pugnalate ai cooperatori; il socialista Ugo Dallò : i comunisti di Castiglione delle Stiviere si associano ai compagni socialisti per ricordare il 24mo della scomparsa di un cittadino esemplare e di un compagno indimenticabile ; San Benedetto 1921 : i fascisti messi in fuga dagli operai della fornace ( di Agostino Zavattini ) ; Castelgoffredo : 35 comunisti ( di Franco Maggi ); Lodolini ( di Clarenzo Menotti ) ; una serie di ricordi di Cesare Bruno Roda, straordinario protagonista, purtroppo modesto e quindi poco conosciuto in vita. A questo proposito segnaliamo che nel 2005 Teti Editore ha avuto il merito di pubblicare, ben 30 anni dopo la sua morte, avvenuta il 23 dicembre del 1975, una bella biografia scritta da Carlo Longhini, dal   titolo : Da Montanara a Montanara “. Una lettura che vivamente consigliamo, soprattutto ai giovani, ma anche ai vecchi compagni. “ Perché non dimentichino “.

Come sempre importante è la vicenda sportiva grazie anche ad un Ozo Mantova seriamente impegnato a conquistare la serie A. La squadra viene rafforzata con l’ingaggio, sempre a gennaio, di Benedetto De Angelis, proveniente dalle file del Milan. A febbraio la squadra guida la classifica di serie B con 24 punti, due sul Palermo. Intervistiamo il Giagno ( ovvero il capitano Gustavo Giagnoni , sempre più leader), non sul campo ma a casa sua. Siamo amici, lo diventeremo ancora di più.

Riprendiamo il filone del rubinetto aperto sul nostro territorio : scaricando dal Garda 30 metri cubi  di acqua in più al secondo, il Mincio allaga ben 2000 ettari di terra, da Volta Mantovana a Pozzolo. E poi : il monopolio saccarifero all’attacco di Sermide; le condizioni di vita nelle nostre campagne in un reportage sui coloni dell’agrario Franco Angeli, distribuiti nei Comuni di Pegognaga, Quistello e San Benedetto.

La Burgo, vecchia e potente , appare sulle colonne del giornale due settimane dopo . Segue il paradiso della Sic Edison ( inchiesta sulle fabbriche mantovane ). In Congo viene assassinato Patrice Lumumba : anche lo sdegno dei giovani  comunisti mantovani merita un titolo. Quindi : Marcaria, ospedale e mutue contadine ovvero il regime dell’arbitrio dc.

A marzo congresso nazionale del Psi a Milano : Pietro Ingrao, che lo ha seguito, rilascia una intervista che può chiarire le voci che di tanto in tanto si diffondono su una probabile rottura della sinistra a favore di una allenza dc, psi, psdi definita impropriamente centro sinistra. C’ è una chiara rinuncia  – scrive Ingrao – alla vocazione classista e socialista del Partito.

I problemi della agricoltura  sono sempre in primo piano. Da una parte continua la denuncia gli scandali della Bonomiana  e della Dc, dall’altra il compagno Silvano Montanari nel corso di una intervista dal titolo Ragione di Partito ( e ragione di Stato ) spiega perché i dc sono contro la conferenza provinciale sui problemi delle nostre campagne.

Lo Stato italiano compie 100 anni e la Tribuna pubblica uno stralcio delle memorie di don Enrico Tazzoli, uno dei martiri di Belfiore, mentre Mario Vaini affronta il tema del clero nel Risorgimento italiano. Due ottime letture.Continua l’inchiesta sulle fabbriche mantovane :  Ecco cos’è il monopolio Edison.

Numero speciale in occasione del 25 aprile : riproponiamo il testo integrale dell’ultimo discorso di Antonio Gramsci alla Camera dei Deputati, per l’esattezza pronunciato il 16/5/1925. Il fascismo lo ucciderà nel 1937, il 27 aprile. Continua la telenovela del Consorzio agrario provinciale e quella che vede al centro il prof. Giorgio Giorgi, finalmente in tribunale.

A maggio da Roma rientra Attilio Zanchi e va in segreteria, assieme ad Angelo Chierici ( enti locali ), Agostino Zavattini ( lavoro di massa ), Enore Battoni ( organizzazione ) e Maria Zuccati ( commissione femminile ). Giuliano Gradi diventa segretario della Federazione giovanile comunista ed entra nel comitato direttivo del Partito. Alberto Montresor viene scelto per dirigere il comitato cittadino, a Bruno Pasqualini è affidata la commissione scuole di Partito, la commissione culturale va a Mario Vaini, a Giuseppe Solci la commissione amministrativa. E Biagio Virgili diventa direttore politico del giornale  al posto di Sergio Sedazzari, insediatosi ormai nel ruolo di  vice sindaco del Comune capoluogo. Del giornale vengo riconfermato direttore responsabile.

Il coraggio dell’onestà : condannato a 1 anno e 8 mesi di carcere il direttore del Manicomio di Dosso del Corso, prof. Giorgio Giorgi. Non sbagliavamo quindi ad accusarlo di corruzione e di falso ideologico.

L’Ozo Mantova  di Edmondo Fabbri,  pareggiando 0-0 a Reggio Emilia  , il 4/6  compie il miracolo, conclude il campionato di B al secondo posto  della classifica generale con 49 punti, preceduto solo dal Venezia di Carlo Alberto Quario a quota 50 punti, mentre terzo è il Palermo di Fioravante Baldi a 46 punti. Tutte e tre le squadre vengono promosse in serie A. Per il Mantova è la prima volta.  L’entusiasmo è alle stelle.  Ora però bisogna prepararsi per il campionato di A. Viene acquistato il brasiliano Angelo Benedicto  Sormani dal Santos, è del tutto sconosciuto, anche se primo rincalzo di uno straordinario quintetto d’attacco costruito attorno al fenomeno Edson Arantes di Nascimento, classe 1940, meglio noto come Pelè. Dagli Young Boys di Berna arriva Tony Alleman,  e poi Italo Mazzero dal Torino, il terzino ex Juventus Giuseppe Corradi dal Genoa, Albino Cella dal Brescia. Nella rosa figura anche Nelson Luise detto Nelsinho che non lascerà grandi ricordi. L’evento del Mantova in serie A ci suggerisce  una tavola rotonda sul tema “ Sport e spettacolo “ alla quale partecipano in tanti, l’avvocato Giorgio Baccaglioni, lo psicologo Agostino Pirella, il pittore Francesco Ruberti, il dirigente dell’Ozo Mantova Bruno Pasino, l’ing. Gabriele Della Luna, l’ing. Augusto Bambini, un altro importante dirigente sportivo Nino Begnozzi, l’esperto di ciclismo Spartaco Boselli,  l’allora studente universitario  Vittorio Carreri, il segretario della Fgcm Giuliano Gradi , Dario Gorni, il fotografo sportivo Tonino Lingria, Tonino Zatta e Nellusco Marchi : io e Biagio Virgili coordiniamo il tutto e all’avvenimento dedichiamo  un paio di pagine di resoconto.

Siamo alla fine di giugno : esce in libreria “ Le origini del fascismo a Mantova “ di Mario Vaini,  il libro è edito dagli Editori Riuniti. L’autore è uno dei nostri e noi  reclamizziamo, come si deve, il suo eccellente prodotto, storico letterario.

Prima delle vacanze ancora la Sic Edison  al centro di una battaglia per la democrazia e la libertà in fabbrica. Tema che sarà ripreso  a fine agosto con un articolo sulla crisi della Cisl nello stabilimento di Frassino. Quindi è la volta della Mostra del Mantegna, definito  avvenimento di pace : un avvenimento comunque che segna l’inizio di un processo di riscoperta della città e dei suoi gioielli  storico artistici. La Mostra viene inaugurata dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, accompagnato dal premier Amintore Fanfani.

Ma a Mantova si va ancora sulle barche, a Sermide, San Benedetto e a Viadana il Po è attraversato da ponti come li ha lasciati la guerra, cioè poggiati su natanti. E niente autostrade. L’acqua invece non manca , anzi ce né troppa, sempre a causa del noto rubinetto rappresentato dalla chiusa di Saglionze. Proprio in quei giorni di ottobre  Castellucchio viene allagato.

Di nuovo la fabbrica : questa volta tocca alla Belleli, dove papà Rodolfo impera. Licenziamenti, minacce per chi difende i diritti degli operai. Essere iscritti alla Fiom Cgil non è certamente  un merito per chi si comporta come un padrone delle ferriere. All’inizio di novembre Attilio Zanchi  va a dirigere la Camera del Lavoro al posto di Gustavo Nannetti.  Alberto Montresor dal Comitato cittadino del Partito passa al sindacato alla guida della Fiom, Enore Motta lascia il Pci di Asola e diventa segretario della Fillea ( edili ), Gustavo Nannetti invece assume l’incarico di responsabile della organizzazione della Federazione, Enore Battoni viene promosso a coordinatore della segretaria e Giorgio Carpi è chiamato a dirigere il comitato cittadino.

Fine novembre, la città è percorsa da un grosso corteo sui temi della pace, concluso in un gremitissimo palazzo della Ragione, da Pietro Ingrao. Sono i giorni roventi del XXII congresso del Pcus e delle rivelazioni di Nikita Krusciov sui delitti di Josef Stalin.  Una  pesantissima doccia fredda. Il Comitato federale l’affronta con un grande dibattito che sarà puntualmente resocontato sul giornale, intervento per intervento. Il momento non è certamente dei più facili, non solo per il popolo comunista ma per il popolo intero.

Si va verso un Natale di lotta, i problemi economici del Paese pesano in maniera grave sui lavoratori e su vari settori della società. Chiudiamo l’anno con l’ormai solito numero speciale. Contiene ovviamente riflessioni sul fenomeno Mantegna, un grande successo culturale  e contemporaneamente anche su una sentenza della Corte costituzionale in tema di adulterio, definita feudalesimo degli anni ’60.

E quindi lo sport. Intervistiamo Fabbri. Il campionato di serie A non è certamente una passeggiata. Ma Angelo Benedicto Sormani è una splendida realtà. L a grande stampa sportiva lo ha definito il Pelè bianco. La squadra fatica ma regge. Pareggia a Torino con la Juventus, il pari viene imposto anche all’ Inter di Helenio Herrera e di Luisito Suarez. Dante Micheli, passato dalla Spal alla Fiorentina, ci fa incontrare al bar Scaffa di via Giulio Romano il portiere Enrico Albertosi  detto Ricki, l’attaccante Kurt Hamrin  e l’allenatore Nandor Hideguti, ex grande giocatore ungherese. Per noi è una festa.

1962 : l’inizio è tutto agricolo. Ecco chi sono i veri amici dei contadini mantovani . Seguono i nomi dei nostri parlamentari che a Roma si danno da fare. Si va verso il primo congresso della Alleanza dei Contadini  e quindi si affronta la crisi della famiglia del coltivatore diretto. Ma anche i braccianti non stanno bene : per il rinnovo dei patti,  gli agrari respingono tutto, anche le proposte del prefetto Speciale. Vengono denunciati gli inammissibili silenzi registrati nel corso della conferenza provinciale sulla agricoltura.  Poi è la volta della allegra gestione dell’avv. Luigi Allegri , dc e presidente a 200 mila lire il mese degli Istituti ospedalieri di Castiglione delle Stiviere. Dove vengono segnalate inumane leggerezze.

Si rafforza la nostra iniziativa sul mondo del calcio. Edmondo Fabbri più vince, più in società è osteggiato e non si capisce il perché. Il 18/3 pubblichiamo un pezzo sui retroscena dell’assemblea dei soci Acm : ma non c’è nulla di nuovo, solo miserie. Fabbri in estate aveva perso una importante spalla, Italo Allodi, finito – grazie anche ai suoi buoni uffici – alla corte dei Moratti. Per Italo è l’inizio di una splendida carriera :  ben presto diventerà segretario generale della società nerazzurra.  Anche qui l’omino di Castelbolognese aveva visto giusto.

L’anti Fabbri cresce in maniera assurda per ragioni di incompatibilità di carattere ma anche per tanta invidia e gelosia. C’è gente che vorrebbe mettere le penne del  pavone senza avere alcun merito. Comunque la squadra nel campionato di A va avanti. Il 18/3, è domenica, usciamo in edizione straordinaria. Titolone : Fabbri, dal pantano di Vobarno al tappeto di San Siro. Cioè dalla Quarta serie alla Serie A. Sveliamo i retroscena dell’assemblea dei soci dell’Acm. Sui muri della città appare un manifesto firmato dagli sportivi del caffè Brusini. Si dichiarano d’essere al fianco di Fabbri. I dirigenti non lo meritano. Ma la parte sportiva del giornale si occupa anche d’altro : Gigi Simoni che in estate era stato ceduto al Napoli e che in quel momento era impegnato nel servizio militare, ci viene a trovare in redazione durante una licenza con la fidanzata. Pubblichiamo la foto di Giagnoni con Denis Law giocatore del Torino.  Il Giagno è cresciuto a dismisura, da interno si trasforma in registra della difesa. Un vero allenatore sul campo. Il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero. Lo stesso Fabbri in un momento di difficoltà della squadra ammetterà : “ Avrei bisogno di due Giagnoni “.  Ma non ci dimentichiamo degli extra muros : Roberto Boninsegna, un ragazzo che ci sa fare, vince a fianco di Sandro Mazzola, il torneo di Viareggio battendo in finale la Fiorentina. Il calcio mantovano, malgrado le polemiche, è al centro dell’attenzione. Eppoi c’ è  Angelo Benedicto Sormani, un campione che entusiasma e che si merita per intero l’appellativo di Pelè bianco.  A Mantova è una star.I suoi calci di punizione sono lo spauracchio dei portieri. Diventiamo amici. Viene a trovarci in tipografia, esiste ancora la foto di lui ritratto con i nostri tipografi :  Giovanni Faveri, Franco Spagna, Carlo Tonelli, Renzo Gobbi e la segretaria Anna Beduschi. Il merito è tutto di Tonino Lingria.

A proposito di tipografia : la Commerciale cambia sede. Il 22/3 stampiamo l’ultimo numero in via Acerbi 6, ci trasferiamo in via della Conciliazione 25. Saltiamo un numero a causa del trasloco, poi 5/4 siamo di nuovo nelle edicole.

Sette ore da Mantova a Pavia . lo stato delle comunicazioni ferroviarie è disastroso. Verso la fine di aprile si registra una infuocata seduta del consiglio comunale dove il prof. Guido La Rocca , radicale eletto nelle file del Psi, fa capire che la maggioranza di sinistra sta per crollare. Il suo curriculum ? Dalla X Mas al centro sinistra,  di cui sarà la levatrice, come  scrive Renato Sandri in un corsivo firmato Nadia e pubblicato nella edizione straordinaria del 6 giugno. Titolone : centro sinistra o contro sinistra ?

Bloccata la Lubiam, avanza la Cgil alla Sic Edison.

Per risolvere il problema dei nove ponti in chiatte sul Po ( nella nostra provincia ce ne sono ben quattro : Viadana, Guastalla, San Benedetto e Sermide  ) basterebbero 7 MD e mezzo di lire : E si tratterebbe di un  intervento risolutivo.

Ora tocca a Governolo : una fetta del paese corre il rischio di essere spazzata via dalle acque del Mincio . La figura  del compagno Giuseppe Foroni, ex bracciante ma grande capopopolo, riluce in tutta la sua grandezza. Il problema  idraulico di Mantova è veramente serio :  a Saglionze un rubinetto aperto, a Governolo uno scarico ( nel Po ) intasato.

Nella prima settimana di agosto altra edizione straordinaria. Scoppia il bubbone . Accordo Psi, Psdi e Dc e il prof. La Rocca è accontentato. Nasce una maggioranza di centro sinistra. Luigi Grigato è confermato sindaco con l’on. Ottorino  Momoli vice. Protesta la sinistra interna del Psi ma inutilmente. La presidenza degli Istituti Ospedalieri  andrà alla Dc dopo l’estromissione di Ernesto Zanardi, non assolutamente responsabile degli addebiti artificiosamente mossigli ( in realtà dava fastidio alla Dc e all’on. Ferdinando Truzzi in particolare). Al Psi andrà la presidenza dell’azienda del Gas mentre quella dell’Eca resterà  come era prima, cioè in mano socialista.

Congresso della Fgci in ottobre con relazione di Gianni Lui che sarà confermato nell’incarico di segretario provinciale. Segue dopo un mese circa, a metà novembre,  il X congresso della Federazione comunista mantovana. La sede è la sala Astra, avrebbe dovuto concluderlo  Nilde Iotti, la compagna di Palmiro Togliatti. Ma per cause di forza maggiore viene all’ultimo momento sostituita dal compagno Giulio Spallone, che di Togliatti è il medico personale. Vengo confermato  membro del Comitato Federale ma la notizia grossa è che il compagno Teodosio Aimoni lascerà la presidenza della Provincia  per poter candidarsi a senatore  alle politiche del prossimo anno. Il 3/12 il suo posto è occupato dall’on. Silvano Montanari.  Renato Sandri viene confermato segretario della Federazione ma  sempre più spesso utilizzato anche da Botteghe Oscure . L’impressione è che si avvicini il giorno del suo addio a a Mantova. Per lui  una soddisfazione, per noi indubbiamente una perdita. Renato Sandri è sempre stato il migliore  del gruppo dirigente. E’ uomo di cultura, ha  intelligenza politica e ottimo intuito, coraggio ed equilibrio. In segreteria entra anche Attilio Zanchi, segretario della Camera del Lavoro. E si consolida l’esperienza di Agostino Zavattini. Angelo Chierici va  a presiedere  la commissione Federale di Controllo.

Il numero di fine d’anno è ancora una volta un numerone, a 12 pagine , con gli interventi congressuali  (che certamente non sono una goduria  ma rappresentano pur sempre un prezzo da pagare, con il congresso da poco concluso ), un saggio di Mario Vaini su l’azione politica di Ivanoe Bonomi nel mantovano ( 1912 – 1921 ) e una intera pagina su quel che è avvenuto nel 1962,  sport compreso.

Alla fine del campionato  il Mantova si è classificato al nono posto mentre Sormani si piazza al terzo nella classifica marcatori. Sia lui che il portiere William Negri, sono chiamati dal duo Paolo Mazza – Gioanin Ferrari , coppia inedita di Ct della nazionale, a partecipare alla avventura, che si rivelerà disastrosa, dei mondiali in Cile. Poi a Santiago andrà solo Sormani. Ad Edmondo Fabbri viene  assegnato il seminatore d’oro. Divorzia clamorosamente con la dirigenza dell’Ac Mantova, che non lo merita nemmeno un poco, quindi viene chiamato dalla Federcalcio ad assumere il ruolo di commissario unico della nazionale al posto del fallimentare duo Mazza- Ferrari.  La squadra virgiliana affronterà il suo secondo campionato in serie A, guidata dall’ungherese Nandor Hidegkuti.

Non abbiamo certamente dimenticato il giovane Roberto Boninsegna che si mette in luce nella nazionale giovanile in Romania. “ Una viola a Brasov “ titolo del pezzo.

Per Austria- Italia al Prater di Vienna, che si gioca l’11/11, Fabbri convoca e fa giocare sia Sormani che William Negri, il portiere risulta fra i migliori, le sue parate risultano decisive al fine del risultato finale  meritandosi il titolo di eroe del Prater. Due gol di Pascutti, uno di Nemec ( ma al 90’ ) : 2 a1 a nostro favore. E noi dietro la porta di “ Carburo “ Negri mandiamo, come giornalista e fotografo, Tonino Lingria che racconta, minuto per minuto, la partita vista e sentita  dal nostro straordinario numero 1.

1963 : si comincia dando un giudizio sull’anno appena trascorso, il 1962.

Un anno di centro sinistra. C’è molta amarezza. I comunisti mantovani si sentono un poco traditi e questo non aiuta certo a sviluppare iniziative unitarie di sinistra. Difficoltà vengono registrate non solo negli enti locali ma anche nelle maggiori organizzazioni di massa. Cgil e Lega delle Cooperaive in primo luogo.

Verso la fine di gennaio nuovo inquadramento. Biagio Virgili viene nominato responsabile della commissione stampa e propaganda, Gustavo Nannetti va  dirigere il Comitato cittadino al posto di Giorgio Carpi trasferitosi in Unione Sovietica ( e lì metterà su famiglia ) mentre il sottoscritto firma da solo la gerenza del giornale, di cui diventa direttore tout court. Nei fatti lo era anche prima. Ma la redazione, pur facendo miracoli, è quella che è. Perché non dirlo : quella promozione è un segno di debolezza, la realtà è che l’entusiasmo iniziale si è parecchio affievolito.

Continua la nostra denuncia nei confronti del Consorzio Agrario, della Federconsorzi più in generale e della Dc mantovana. Sul numero del  il 31/1 compare con grande evidenza il seguente avviso : “ Mille miliardi       ( corrispondenti a ben due Piani Verdi ) sono scomparsi dai bilanci della Federconsorzi ( gli scandali delle banane e della crusca erano solo …  un aperitivo ). Per informazioni del caso i contadini possono rivolgersi all’on. Truzzi, vice presidente nazionale della Bonomiana o alla segreteria del suo Partito, la Democrazia Cristiana, in via Chiassi 2. Città “.

Anche i mezzadri scappano, i braccianti se ne sono in gran parte andati. Una intera Sezione del Comune di Roverbella  ( Malavicina, se non ricordo male ) non c’è più , si è trasferita fisicamente ( segretario, membri del direttivo, diffusori )  nel famoso triangolo industriale.

Scoppia il caso  Marcaria, il centro sinistra litiga, e il consiglio comunale, dal giorno della sua elezione , avvenuta otto mesi prima, ancora non è stato convocato. Perché ? A chi risponde il prefetto di Mantova ? La domanda  non è ovvia e a porla in un pubblico comizio è lo stesso Giancarlo Pajetta. Solo dopo questa clamorosa protesta la situazione si sbloccherà. A reggere il Comune sarà eletto un sindaco socialdemocratico.

Prosegue la nostra campagna contro il Cap . La greppia tutta d’oro : banchetti, miliardi, Federconsorzi. Perché i dc non rispondono alle nostre accuse ? Finalmente arriva  una denuncia : il segretario della Federazione Renato Sandri viene querelato per avere diffuso, attraverso un pubblico manifesto, notizie false e tendenziose e comunque esagerate, atte a turbare l’ordine pubblico ma il Tribunale, presieduto dal giudice Dassisti, lo assolve perché il fatto  non costituisce reato. Cioè con formula piena.

Siamo in campagna elettorale per le politiche del 28 aprile. Nuovo numero straordinario : titolo La svolta. Poi : Chi siamo e cosa vogliamo. E una esilarante vignetta  che mostra Santo Anselmo, il patrono, alla ricerca del denaro perduto. La vicenda dei mille miliardi finisce in Tv: la Rai ospita una sorta di tavola rotonda con Giancarlo Pajetta, Aldo Natoli, Renato Sandri , Luciano Barca e Giulio Spallone. La Dc viene pesantemente messa sotto accusa. A metà marzo nuova puntata. Al Palazzo della Ragione gli onn. Gelasio Adamoli e Franco Busetto, in qualità di membri della disciolta commissione di inchiesta, aprono un pubblico dibattito sul tema “ Processo alla Federconsorzi e alla politica agraria della Dc “. Truzzi è furente e inventa.  Dice che in Tribunale i comunisti tremavano come pulcini. Renato Sandri scrive alla segreteria dc  e li sfida : “ Organizzate un contradditorio, noi siamo disponibili “. Ma il silenzio è d’oro.

Si vota : il Pci  grida vittoria. A casa si porta due deputati : GiancarloPajetta e Renato Sandri , e due                     senatori  :  Ernesto Zanardi nel collegio di Mantova ( non era mai successo prima ) e Teodosio Aimoni in quello di Ostiglia. Lo sganciamento di Sandri ora appare quasi inevitabile.

E il Mantova calcio ? Alla fine del secondo campionato di serie A si classifica al 13 mo posto, Sormani realizza altrettanti gol ma l’assenza di Fabbri si fa sentire. La squadra messa a disposizione di Hidegkuti  fatica di più. Gli inserimenti di Ermanno Tarabbia e Beniamino Cancian del Torino, di Aurelio Gerin del Crotone,  di Dante Castellazzi , di Gigi Simoni richiamato dal Napoli e del tedesco Rolf Geiger tutto sommato shanno dato buoni risultati ma il piccolo Brasile non c’è più. Manca lo spirito. Tuttavia a marzo gli sportivi avevano avuto la soddisfazione di vedere la loro squadra in TV contro il Palermo, telecronista Nicolò Carosio. Sormani diventa un punto di forza della nazionale. Le sue partite in maglia azzurra sono ormai diventate cinque. E finalmente Roberto Boninsegna entra nella corte del mago Helenio Herrera.  Si profila un futuro da golden boy.

Il giornale ha fatto interamente il suo dovere e Giancarlo Pajetta accompagnato da Silvano Montanari viene in tipografia a darcene atto. La foto scattata nell’occasione la conservo gelosamente.

A fine maggio, esattamente il 28, vengo assolto ( “ non doversi procedere “ recita il dispositivo della sentenza ) in Corte di appello di Brescia per un articolo pubblicato due anni prima  sulle condizioni di lavoro alla Belleli:  avevo qualificato il vecchio Rodolfo sfruttatore. Ero difeso dall’avv. Ivanoe Vaini,  un amico e un importante collaboratore del giornale. Pensate quanto erano suscettibili i padroni dell’epoca!  Altri tempi, altra situazione politica, roba che oggi fa sorridere. Eppure in primo grado ero stato condannato a 8 mesi di reclusione, più 67 mila lire di multa e il risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede.  Ricordo che mi ero preoccupato un poco perché di processi  in vista ne avevo altri ( il messo della procura del Tribunale era di casa e i miei vicini pensavano  che fossi pieno di debiti, di insoluti, di difficoltà ad onorare impegni  a suo tempo presi ). I compagni della tipografia ci scherzavano un poco. “ Ti porteremo le arance … ect…ect… “. Ma io sereno non lo ero davvero, sarebbe bastata anche una piccola condanna per mangiarmi il diritto alla condizionale. Fu in uno di quei momenti di preoccupazione che un vecchio , ma in seguito molto discusso dirigente comunista, il sen. Clarenzo Menotti, mi disse, con fare solenne e in maniera un poco trombonesca : “ Caro Bonifacci, non preoccuparti: guarda che il carcere è una grande università ! “. Allora avevo 26-27 anni appena, ed  ero già padre di due figlie.

Inchiesta sulle Pie Case di Ricovero e Industria di via Trento 14. Un luogo orribile. Facciamo parlare  gli interessati vale a dire i ricoverati. E alla fine salta fuori che Mantova ha bisogno non di un ricovero ma di una vera e propria casa di riposo. E’ la richiesta che avanza  come indilazionabile necessità anche il segretario dell’allora sindacato dei pensionati, Enrico Acerbi.

Il Mantova concluso il suo secondo campionato, si appresta al terzo. Ma la società non ha idee molto chiare.  Nandor Hidegkuti se ne va, lo aveva annunciato già ad aprile : non ne può più, troppe beghe interne. La dirigenza capeggiata sempre da Giuseppe Nuvolari mette in vendita i due pezzi migliori Angelo Benedicto Sormani  ( C’era una volta a Jau ……  : sotto questo titolo pubblichiamo la sua storia  e il suo saluto  a tutti gli sportivi mantovani, ai quali anche tramite nostro presenta il suo primogenito Americo ) e il portiere William Negri : il primo alla Roma in cambio del tedesco Karl Henz Schnellinger, lo svedese Torbion Jonsson più 200 milioni ( e il prestito di alcuni giocatori ), il secondo al Bologna ( si guadagnerà subito lo scudetto di campione d’Italia, dopo lo spareggio con l’Inter), in cambio del portiere Attilio Santarelli e 100 Ml più il prestito del terzino Franco Marini. Dall’Udinese viene ingaggiato, come secondo portiere, Dino Zoff, ma diventerà quasi subito titolare ( e che titolare !) e il centrocampista Roberto Manganotto, dalla Juventus il centravanti Bruno Nicolè ormai pieno di acciacchi malgrado la ancora giovane età, dal Palermo Carlo Volpi, mediano offensivo e dal Napoli l’attaccante Ugo Tomeazzi. Nuovo allenatore sarà  Luigi “Cina” Bonizzoni. C’è molta insoddisfazione : prende vigore la campagna che invoca le dimissioni del presidente Nuvolari. Noi ce ne facciamo interpreti con una serie di durissimi commenti. Da New York riceviamo una cartolina di Gustavo Giagnoni, impegnato con la squadra in un torneo a sette squadre.

Ritorniamo alle fabbriche : strepitosa vittoria alla Sic Edison della Cgil che nelle elezioni per gli organismi sindacali di fabbrica ottiene 681 voti, il 49 % tra gli operai e il 20% tra gli impiegati, dai quali sino all’anno scorso non aveva mai ottenuto un solo voto. Poi a luglio nuova segreteria della Federazione : viene scelto Attilio Zanchi, vice saranno Agostino Zavattini  e Anselmo Ballabeni, segretario del Partito a Suzzara. Renato Sandri, come previsto, lascia, saluta e se ne va a Roma. Per il Partito è l’inizio di un periodo difficile. Non c’è solo il problema del centrosinistra che preoccupa, nascono anche problemi interni : alla forte e indiscussa direzione di Renato Sandri  segue una direzione non altrettanto indiscussa.

La Federconsorzi finisce sotto processo. Dalla Camera dei Deputati ora si passa al paese. Seguono analisi su un anno di centro sinistra. E’ la politica delle illusioni.  Meglio il Rotary ? Si preannuncia una frattura all’interno del Psi. Che a Mantova storicamente è una cosa seria, con profonde radici popolari.

A ottobre la tragedia del Vajont. L’Italia e il mondo piange. E maledice chi  scherza con la natura. A seguire lo sciopero generale. Le condizioni di vita e di lavoro reclamano misure urgenti. Come al solito.

Parola d’ordine : dopo il voto la tessera 1964. Gli iscritti al Pci che hanno rinnovato la loro adesione al Partito, a metà novembre 1963 sono già oltre 10590, che diventano 14870 ( oltre il 55% ) con 505 reclutati ai primi di dicembre.

L’ing. Gabriele della Luna  si batte perché l’idrovia diventi elemento della programmazione economica nazionale e quindi dello sviluppo, le  autostrade sono importanti ma non bastano. C’è anche la via d’acqua che può essere sapientemente sfruttata.

L’anno si chiude con il solito numero straordinario nel quale viene riproposto il tema della casa, denunciati i guai del centro sinistra nel Comune capoluogo e passato in rassegna un anno di lotte, protagonisti mezzadri, metalmeccanici, edili, autoferrotranvieri e pensionati. Dal mondo dello sport una invocazione : Peppe Nuvolari vattene. E … stoccatore cercasi .

1964 : sul numero del 16 gennaio si affronta lo scandalo  Dell’Aringa, noto costruttore mantovano, morto improvvisamente nel 1962 e successivamente dichiarato fallito dal Tribunale di Mantova. Gli eredi del dott. Luigi trovano nei cassetti della sua scrivania alcuni appunti che conterrebbero – a loro avviso – le cause del disastro economico. In pratica un  programma di pagamenti di mazzette versate e promesse a vari esponenti politici che allora governavano il Comune, in cambio del risanamento del ghetto, quartiere assolutamente malandato. E’ una bomba. Ne risultano invischiati l’esponente del Psdi avv. Wando Dallamano, il  socialista Mario Zangrossi , il comunista Sergio Sedazzari, e due funzionari, il direttore dell’Ufficio Tecnico comunale e un dirigente della Prefettura. In più l’on. Renato Colombo. Pure per lui, psi, la Procura chiede alla Camera dei Deputati  l’autorizzazione a procedere. Lo sconcerto è grande. La Gazzetta di Mantova e le pagine di cronaca de Il Resto del Carlino scatenano un putiferio, il Partito è incredulo. La segreteria precisa che all’epoca dei fatti il Pci appoggiava dall’esterno la Giunta monocolore socialista, non aveva alcun assessore in Giunta. Lo stesso Sergio Sedazzari era un semplice consigliere comunale. Nessuna mazzetta  nelle casse del Pci che tuttavia  esprime piena fiducia alla magistratura. Unica raccomandazione : fate presto. La questione finisce anche sulle cronache nazionali de l’Unità, attraverso una corrispondenza, firmata tra l’altro dal sottoscritto,  e pubblicata l’11/1/1964, a pagina 2.

In febbraio la Dc manovra per imporre anche in Provincia il centro sinistra e questa volta con un suo uomo alla presidenza. Si fa il nome di Filippo Bertani. Ci sono da rinnovare i rappresentanti nei consigli di amministrazione delle Mutue contadine. L’Alleanza dei Contadini e il Pci chiedono elezioni oneste, “ far votare i morti è reato “.

Pesanti rappresaglie alla Sic Edison.

Renato Sandri ormai lanciato  sui problemi internazionale va a Cipro ad incontrare  Michail Christodulu Makarios , Arcivescovo della Chiesa Ortodossa ma anche primo presidente della Repubblica di Cipro, dopo l’indipendenza strappata alla Gran Bretagna. E di ritorno rilascia una lunga intervista che con orgoglio pubblichiamo anche noi. Titolo : La barba dell’Arcivescovo.

Aria di crisi economica. I calzifici di Castelgoffredo, la Tasselli di Suzzara, il Pastificio Galeotti di Poggio Rusco, l’Imi-Savoia-Baroni di Mantova e la Belva di Castiglione delle Stiviere rischiano di chiudere e comunque licenziano. Alla Belleli si sciopera. Toccati dalla crisi anche gli attrazzionisti della festa patronale di San Anselmo. La tradizionale area posta sui viali del Te presenta parecchi vuoti.

Davide Lajolo, il famoso corsivista e direttore de l’Unità di Milano, presenta alla Casa del Mantegna il suo libro “ Il voltagabbana”. Ad aprile  il Psi, prendendo a pretesto la nascita del Psiup di Tulllio Vecchietti        ( 12/1/1964 ), apre la via alla Dc per una operazione trasformista anche in Provincia. “ Il tradimento     socialista “ sarà consumato in maggio.

Il Mantova di Cina Bonizzoni viaggia nelle posizioni di coda della classifica. Purtroppo scopriamo che non gode la fiducia dei giocatori. Intervistiamo Giancarlo Cadè che ha intrapreso il mestiere di allenatore e in questa veste ha portato la Reggiana in serie B. Gustavo Giagnoni vuole seguirne l’esempio e, pur giocando ancora ( e con che grinta ), si iscrive al corso di Coverciano. Dopo un finale al cardiopalmo i virgiliani riescono a restare in serie A. In tale serie giocheranno anche il prossimo anno, che è il quarto. Ma che     fatica !.

Alla fine di maggio il sottoscritto viene nominato segretario del comitato cittadino del partito al posto di Gustavo Nannetti. Per la Tribuna di Mantova si tradurrà in un ulteriore indebolimento. E infatti  subito dopo scrivo un articolo indirizzato Ai nostri lettori nel quale annuncio che entro quindici giorni il giornale sarà  modificato, ridotto nel formato e nel numero delle pagine e nel periodo di uscita. Non più settimanale ma quindicinale con otto paginette e l’uso di due colori. La direzione politica sarà assunta dal segretario Attilio Zanchi mentre redattore diventerà Romano Ferrari. Il sottoscritto manterrà la responsabilità di fronte al Tribunale e all’Ordine dei Giornalisti e continuerà ad occuparsi dello sport.

Data  l’11 giugno 1964 il numero 1 della nuova serie. E qui potremmo fare punto. Perché qui finisce la splendida creatura di Piero Campisi.

 

Post scriptum : In questo racconto , lungo tra la prima parte e la seconda più di venticinque  pagine, ho fatto diversi nomi di compagni e di persone che ho conosciuto e con le quali ho anche collaborato. Di tutti ho un buon ricordo. Probabilmente ne ho dimenticato più d’uno , la mia memoria è quella che è. I miei quasi ottanta anni  si fanno sentire. Cerco di recuperarne alcuni : le compagne Carla, Carmen e Clara, l’autista Rizzardi Roosvelt personaggio unico, il portinaio Manini. Moltissimi  nel frattempo sono morti. E questo è l’aspetto malinconico del ricordare. Tutti tuttavia li rivedo negli anni in cui erano al lavoro, impegnati ed entusiasti, anche incazzati a volte. Ma vivi. E tali sono scolpiti nella mia mente. Mi considero fortunato di averli conosciuti, è grazie anche a loro che sono cresciuto professionalmente e politicamente. Non ho alcun pentimento per le scelte di fondo compiute. Certo, poteva andare anche meglio ma io mi accontento lo stesso, per me il Partito comunista e il suo giornale sono stati una grande scuola, certo anche fatta di piccole ingiustizie e di delusioni, ma una grande scuola. Io ho avuto la fortuna di frequentarla, i giovani d’oggi no. Perché non c’è più. Ed è un vero peccato.

Romano B0nifacci

Bonifaci -Berlinguer

Autore: Rosso di Sera Mantova

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1 commento

  1. Quanto spessore e anima e ideali ardevano, allora, a Mantova. Dobbiamo tornare a vivere quei tempi. Edo

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