Sez. PCI di Borgoforte e Boccadiganda :1989 Luciano Lama alla festa dell’Unità

 Il funerale civile del 1957

il funerale civile a Boccadiganda. Il defunto è RAIMONDO FOLETTI, nato a Poggio Rusco nel 1892/1893 e morto nel 1957. Ha lavorato prevalentemente nelle fornaci della Bassa. Da bimbo ha contribuito alla costruzione dell’edificio che ha ospitato dapprima la sede della cooperativa e Casa del Popolo a Boccadiganda e poi del ristorante (oggi Risosteria). Foletti è sempre stato un militante comunista, ma non ha mai ricoperto ruoli di primo piano nella sezione di Boccadiganda del Pci, ma vi ha sempre partecipato con tanta passione. Partecipa il compagno on. Silvano Montanari

Le informazioni su Raimondo Foletti sono state fornite da LUCIA CORNIANI nata il 01.06.1932 ed attualmente residente a Boccadiganda. E’ la moglie di Foletti Dino, figlio di Raimondo e un tempo responsabile della cellula del partito. Si è iscritta al PCI appena finita la guerra a 13 anni e ha gestito il ristorante della cooperativa dal 1970 al 1992.

Se puoi mettere una nota su Lucia nel sito mi farebbe piacere (Ha ancora il coraggio di iscriversi al partito e di incazzarsi se non le inviano la tessera).

 

 

 

Lucia mi ha fornito i nomi dei compagni della famosa foto della festa de L’Unità di Gonzaga del 1948.

In alto da sx:

Primo Dall’Oca

Arturo Chiavarini

Bruno Foletti

Vittorio Corniani

Tonino Baratti

Ornella Checchelani

(1° seduto) Ettore Aleotti

Tonino Zampolli

Luisa Montanari

Renzo Affini

Eva Affini

Vasco Gavioli

Dante Corniani

 FESTA DE L’UNITA’ DI BORGOFORTE DEL 1989  DI SERAFINO SCANDOLA,

AL TEMPO SEGRETARIO DELLA SEZIONE PCI DI BORGOFORTE

E’ stata a mio avviso la più bella festa de  l’Unità del PCI di Borgoforte ed anche credo la più importante non solo per gli ospiti importanti che in quella occasione hanno partecipato ma soprattutto perché con la Festa di Borgoforte si chiudeva una grande campagna di raccolta firme ( 20 mila) su scala provinciale. Fu una campagna “per la riconversione ecologica dell’economia”, lanciata al congresso del “Nuovo Corso”.  In quel caso la Sezione del PCI di Borgoforte prese al balzo l’iniziativa e la fece propria denunciando la grave situazione in cui versava il Po e il mare come risultava all’epoca il grave problema alghe nell’Adriatico e i segnali di allarme ambientale che arrivavano da più parti del pianeta. L’idea  della Sezione di promuovere un convegno sul problema ambiente piacque tantissimo al  Segretario Provinciale di allora Roberto Borroni al punto di dare all’iniziativa una valenza provinciale chiedendo la partecipazione del Nazionale e fummo accontentati(ci fu proposto il Compagno Luciano Lama vice presidente del Senato) della Regione il Consigliere  Regionale Compagno Enrico De Angeli, della Provincia con il Compagno Massimo Chiaventi in quanto Presidente e il Professore Eugenio Camerlenghi studioso di ambiente ed ecologia. Fu un successo strepitoso. Ci fu una grande partecipazione di cittadini e compagni provenienti dai Paesi dell’intera  provincia e  tutto questo di sabato mattina. L’iniziativa è  proseguita nel pomeriggio con un giro sul Po a bordo della motonave Sebastiano N. con Lama entusiasta e noi insieme a lui.  La Festa ha dato un risultato economico eccezionale chiudendo con il record di incassi mai più superato di circa 120 milioni in 12 giorni di festa. Ricordando quel giorno, io ero segretario da due anni all’età di 37 anni e con pochissima esperienza politica ma quel giorno, insieme a Luciano Lama, l’ho vissuto come se fossimo stati amici da sempre, la sua straordinaria personalità fatta di semplicità, di umanità, di entusiasmo politico, di forza culturale da renderlo unico in assoluto come uomo politico ma soprattutto leader sindacale quale è stato e vederlo al mio fianco, tra i compagni e cittadini a  Borgoforte sono ancora incredulo di ciò che abbiamo saputo organizzare. Mesi e mesi di incontri, di contatti che al momento non dai una grande importanza fin quando tutto si concretizza. Poi ti sembra impossibile aver realizzato tanto. Luciano Lama al suo arrivo, portato da Borroni da  l’aeroporto di Verona, volle visitare subito la cucina, salutare i compagni e con qualcuno abbracciarli, quasi alla commozione (Caprara Silvano, Baraldi Sauro, Maria Sereni) e poi volle che ci mettessimo un pò in disparte per chiedermi mille cose della nostra piccola realtà Borgofortese e seduti per pochissimo tempo, non più di un quarto d’ora, sulle panche della bettola, circondati dal Bobo, da De Angeli e Massimo che stavano in silenzio religioso a guardarlo sorpresi dalla domande che mi rivolgeva, voleva conoscere qualche particolare di vita, di lavoro, di politica della sezione e concluse dicendomi “caro segretario voi siete il cuore del Partito e della democrazia speriamo che batta sempre forte”. Io gli chiesi perché Luciano ti interessa questi nostri particolari? Lui mi disse, come posso venire qui parlarvi dei problemi del Po sapendo che è una parte importante di questa comunità, senza che io parli anche di voi stessi. Era raggiante, sembrava uno di noi, un lottatore instancabile e intervenendo al convegno disse “noi dobbiamo proporre un programma che sia rispettoso dell’ambiente e che non neghi lo sviluppo e il progresso” L’inquinamento diffuso, che oggi si registra in modo sempre più dilagante, è figlio di uno sviluppo distorto che si è seguito negli anni passati. C’è stato un balzo in avanti delle tecnologie, c’è stata innovazione, si sono conquistate condizioni materiali di vita migliori e si pensava che lo sviluppo non compromettesse la risorsa-ambiente. Non è stato così. Oggi il mondo si trova a dover fare i conti con un degrado che sembra inarrestabile, e la questione Po-Adriatico non che la punta di un iceberg molto profondo. Che fare?  Si chiedeva Luciano Lama. Ci sono campi in cui è giunto il momento di dire “basta”. Le fabbriche  che producono veleni e inquinamento irreversibile e minacciano la salute occorre chiuderle. Gli allevamenti di suini, se sono troppo concentrati, bisogna rarefarli. Certo, non è possibile rincorrere solo l’emergenza. Ed è qui che il Partito ha presentato in parlamento una proposta di legge per un nuovo governo del bacino del Po” (gazzetta di Mn del 27 luglio 1989). Finito il convegno l’abbiano salutato e festeggiato con una grande torta e un pranzo fugace per poi accompagnarlo io e Gilberto Saccalani all’aeroporto di Bologna perché poi in serata doveva  fare ritorno a Roma. Quella Festa de l’Unità è stata per tutti noi un grande, indimenticabile, momento politico .

Il filmato con Luciano Lama alla festa dell’Unità

Un ricordo della Festa della Festa dell’Unità

Allora, mia mamma si chiama Pianta Teresa, conosciuta da amici e allora compagni come” Franca”,

Franca iscritta al PCI allora, e a seguire e tutt’ora ai movimenti di sinistra si rendeva disponibile nel preparare i menu’ prima delle serate di festa , poi un salto a casa per una doccia e si cominciava il servizio dietro le quinte della cucina, con uno spirito di gruppo e tanta voglia di fare , naturalmente dopo le 8  ore di lavoro quotidiano. Le feste da protagonista erano sentite, erano motivo d’unione , un’ occasione per trascorrere ore assieme agli amici e soprattutto compagni con ideali forti e ben definiti.Poi la festa dell’unita’ di Borgoforte veniva programmata a fine luglio, e per il suo compleanno ( il 27) i compagni la ricordavano facendo preparare una torta con dedica e una pianta in ricordo.E alla domanda ; mamma perché il PCI ?  Perché mi rappresenta , e’ il partito dei lavoratori.

Il papa’ si chiamava Caprara Silvano , gli amici e compagni lo chiamavano “Baco”

Il Baco iscritto da sempre al PCI sezione di Boccadiganda e poi Borgoforte, assessore comunale ( quanti scontri in quei consigli comunal!!!!!i) attivista, non mancava mai all’appuntamento fisso degli incontri settimanali del venerdì alle 20.30 in sezione.

Comunista convinto, partecipava alle  mega feste nazionali, Bologna, Genova, Modena, Reggio Emilia etc,,,si partivaassieme ai compagni della sezione e sezioni limitrofe, con pullman,cibo al  sacco e soprattutto bandiera rossa con inciso il nome della sezione e tanto entusiasmo, nell’immergersi in quei bagni di folla che solo i grandi leader come Berlinguer riuscivano a coinvolgere.

la festa dell’unita’ era un appuntamento che lo coinvolgeva molto, partiva con la sua FIAT126 “rossa” carica di attrezzi, martelli, flessibile arnesi vari per predisporre baracche, impalcature varie,tettoie .

da installare assieme ai compagni. Il tutto doveva essere perfetto per” l’evento” della festa. Sempre preciso, e talvolta questa sua precisione era motivo di contrasto con i compagni, che si smorzava  poi con battute e risate.

Il suo PCI lo ha fatto spesso irritare e non lo nego spesso anche piangere  dopo il 1989 quando gli ideali e le lotte in fabbrica dove assieme al sindacato lui ne era protagonista , sembravano un’po’ svanire. sempre cmq, rimasto con i suoi ideali di sinistra , sposando gli ideali che si sono susseguiti negli anni a venire, con PDS, DS ULIVO.

persona con ideologie ben definite, convinta, guai a criticare il suo PCI!!!!

Francesco Caprara

La Festa dell’Unità di Borgoforte del 1991: i compagni organizzatori con la compagna Lucia

 

Autore: Rosso di Sera Mantova

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1 commento

  1. è bellissimo rivedere tutta quella gente, tra i quali mio padre (Vittorio)i miei zii, cugini ed amici, tutti compagni quando essere compagni aveva un senvo un’etica e un valore.
    Grazie Lucia sei sempre la migliore

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